Zone rapide per l’energia solare in Piemonte: criteri e potenzialità
giovedì 8 gennaio 2026
La Regione Piemonte sta definendo le cosiddette zone di accelerazione per l’installazione di impianti fotovoltaici, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare le autorizzazioni. Il 22 dicembre la giunta ha adottato la delibera 34-2071, accompagnata da una relazione tecnica preliminare e da un rapporto ambientale, avviando la fase di valutazione ambientale strategica del piano regionale per individuare le aree idonee.
L’assessore all’Ambiente e all’Energia, Matteo Marnati, spiega che i tempi autorizzativi potrebbero scendere da circa un anno a sei mesi per gli impianti sotto i 150 kW, offrendo certezze agli investitori e minimizzando l’impatto ambientale. L’idea è promuovere le rinnovabili solo su aree antropizzate e compromesse, non sui suoli agricoli, anche nell’agrivoltaico.
Gli obiettivi indicati dal decreto sulle aree idonee prevedono 4,99 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030, con circa 3,1 GW da installare nei successivi cinque anni. La regione sta predisponendo una legge che disciplini le zone di accelerazione, in linea con la direttiva europea Red III, privilegiando superfici artificiali per limitare l’impatto su paesaggio e agricoltura.
Le aree considerate di accelerazione nel territorio piemontese includono: aree industriali esistenti (superficie ≥ 5 ettari); aree dismesse a uso industriale/artigianale (≤ 1 ettaro); coperture di edifici (con eccezioni per beni tutelati); siti con impianti FV esistenti soggetti a modifiche o potenziamenti senza aumento dell’area occupata; siti e impianti gestiti da Ferrovie dello Stato o infrastrutture ferroviarie e da concessionarie autostradali; superfici artificiali e aree edificate con moduli FV su pensiline/tettoie; discariche e lotti post-mortem, anche se ripristinati; aree contaminate da bonificare. Sono escluse le aree protette e potrebbero essere escluse quelle a rischio idraulico/idrogeologico perimetrate dal Pai.
Per ciascuna tipologia di area sarà definita la superficie utile, calcolata applicando coefficienti di sfruttamento, per determinare la potenza installabile. Le stime indicano che potrebbero emergere fino a 7,07 GW o 3,53 GW, a seconda dell’alternativa scelta, sufficienti a centrare gli obiettivi del 2030. I coefficienti di sfruttamento non sono ancora definiti e saranno proposti dalla giunta per l’approvazione.