• Zone di accelerazione per le rinnovabili: impegni, contatti e prime mosse regionali

    mercoledì 4 febbraio 2026

    Entro il 21 febbraio 2026 le Regioni e le Province autonome devono adottare un piano per individuare le zone di accelerazione terrestri per rinnovabili, per lo stoccaggio co-ubicato, le opere connesse e le infrastrutture necessarie alla costruzione e all’esercizio degli impianti. La scadenza resta poco semplice da raggiungere per molte amministrazioni, che mostrano varie avanzamenti o ritardi.

    In Lombardia è stato pubblicato un decreto dirigenziale nel bollettino regionale n. 6 del 3 febbraio, che individua i partecipanti alla conferenza di Vas (valutazione ambientale strategica) sul piano di individuazione. L’atto apporta tre elenchi di convocazione: soggetti competenti in materia ambientale, enti territorialmente interessati e altri soggetti pubblici che saranno invitati a un forum sul piano, previsto in almeno due sedute (preliminare e conclusiva).

    A fine dicembre 2025 il Piemonte aveva già adottato in Giunta la relazione tecnica preliminare e il rapporto preliminare ambientale per la Vas. La Regione ha scelto di concentrarsi sulle impianti fotovoltaici su superfici artificiali per semplificazioni legate alle zone di accelerazione: aree industriali esistenti, aree dismesse ad uso industriale o artigianale, coperture di edifici, interventi su impianti esistenti, siti di gestori ferroviari e autostradali, parcheggi, discariche e aree bonificate.

    Lo scorso anno Basilicata, Puglia, Toscana e Sardegna hanno avviato un percorso per istituire zone di accelerazione. Le zone rientrano nella riforma legata al PNRR (Missione 7, Riforma 1) e sono menzionate nella direttiva europea 2023/2413 “Red 3”, che garantisce ai progetti nel perimetro delle zone di accelerazione semplificazioni avanzate, tra cui l’esenzione dalla VIA.

    Il decreto lombardo che definisce i partecipanti e i contenuti della conferenza Vas è disponibile in allegato e rappresenta una tappa concreta nel cammino regionale verso l’individuazione delle aree prioritarie per le rinnovabili.