• Vietnam tra competitività e riforme nella produzione di moduli solari

    giovedì 5 febbraio 2026

    Un rapporto dell’Irena presenta lo strumento Solar PV Supply Chain Cost Tool per stimare i costi dei moduli fotovoltaici per paese fino al 2030. Secondo lo strumento, il Vietnam è tra i paesi più competitivi nella produzione globale di moduli, con costi paragonabili a quelli della Cina.

    Lo strumento analizza l’intera filiera: silicio, wafer, celle e assemblaggio; usa parametri economici e tecnologici aggiornati fino al 2030. Esamina mercati chiave (USA, Germania, Cina, India, Vietnam, Australia) e tecnologie come celle monocristalline PERC e TOPCon. Permette di calcolare costi di sbarco includendo dazi, logistica, composizione della catena e indicatori ESG; le proiezioni si basano su roadmap di miglioramento e curve di apprendimento.

    L’analisi mostra che produrre localmente è spesso più costoso che importare componenti a basso costo. Il Vietnam ha costi tra i più bassi, simili a quelli cinesi, grazie a manodopera ed elettricità convenienti. Australia, Stati Uniti e Germania hanno costi più alti, con salari e tariffe energetiche elevati. Importare celle dalla Cina e assemblarle nel Paese di destinazione riduce i costi: risparmi stimati del 31% per il Vietnam e fino al 47% per la Germania.

    Lo strumento evidenzia la tensione tra prezzi bassi da importazioni e sostenibilità a lungo termine. Prezzi inferiori ai costi di produzione creano distorsioni finanziarie lungo la catena. La Cina ha annunciato misure correttive: dall’aprile 2026 eliminerà il rimborso IVA sull’export di prodotti fotovoltaici e, tra aprile e dicembre 2026, la tassa sulle batterie passerà dal 9% al 6%; dall’inizio del 2027 la tassa sarà eliminata.

    Le raccomandazioni dell’Irena mirano a ridurre i costi energetici (in particolare upstream), offrire tariffe agevolate o PPA e certificare i produttori per migliorare la bancabilità. L’esempio PLI indiano mostra come standard di qualità possano qualificare gli incentivi. Infine, propongono una strategia industriale a lungo termine basata sull’innovazione, con approcci ibridi che importano componenti chiave ma sviluppano l’assemblaggio interno e la produzione di moduli.