• Verso una proroga delle Cer: obiettivo 2030 e semplificazione

    mercoledì 30 settembre 2026

    Undici associazioni chiedono di prorogare al 2030 l’accesso alla tariffa premio per le Comunità energetiche (Cer) e l’autoconsumo diffuso, fino a un tetto di 5 GW, con una semplificazione delle regole. Propongono di decidere la proroga entro la fine del 2026 per dare certezza a operatori, cittadini e imprese.

    Al 31 agosto 2026 risultano attive 6.161 configurazioni, con circa 62 mila aderenti e 523,6 MW di impianti, poco più del 10% rispetto al contingente di 5 GW. Le associazioni individuano come ostacoli principali la complessità delle procedure, i tempi di lavorazione delle pratiche e le difficoltà nel modificare le configurazioni aggiungendo partecipanti o nuovi impianti.

    La tariffa premio prevista dal dm 414/2023 (Cacer) è di 60–120 €/MWh, legata alle dimensioni dell’impianto e al prezzo dell’energia, ed è cumulata al contributo Arera per l’energia autoconsumata virtualmente condivisa. La norma attuale stabilisce che la tariffa venga applicata fino al 30° giorno successivo al raggiungimento di 5 GW e comunque entro il 31 dicembre 2027. Le associazioni chiedono di spostare questa scadenza al 2030, mantenendo il limite di 5 GW. Se non interviene nulla, a fine 2027 non terminerebbero le Cer nuove e non potrebbero entrare ulteriori progetti nel meccanismo, anche se resterebbero l’autoconsumo diffuso e il contributo Arera.

    è inoltre positiva l’aumento di 246 milioni di euro al Pnrr destinato a Cer e autoconsumo, ma molti progetti non sono ancora operativi. È necessario semplificare la costituzione e la gestione delle configurazioni, facilitando la partecipazione delle PMI e garantire un monitoraggio pubblico sull’avanzamento verso i 5 GW.

    La Corte dei conti europea segnala in alcune valutazioni che in Italia, Polonia e Romania mancano informazioni chiare o sono difficili da applicare, rendendo difficile lo sviluppo delle Cer senza ulteriori supporti; nel frattempo il dlgs 3/2026 amplia la condivisione di energia, introducendo l’organizzatore della condivisione e lo scorporo della quota condivisa in bolletta. Le associazioni chiedono di mantenere aperto l’attuale incentivo fino al raggiungimento dei 5 GW o, al massimo, fino al 2030 per evitare una cesura nel 2027.