Una strada elettrica per l’Europa: obiettivi, strumenti e cautela
martedì 21 luglio 2026
Con il Piano d’azione presentato a luglio, l’Unione europea fissa l’obiettivo ambizioso di elettrificare il 46% dei consumi energetici finali entro il 2040, il doppio dell’attuale 23%. L’obiettivo punta a ridurre le importazioni di fossili e a promuovere tecnologie per l’elettrificazione in edifici, trasporti e industrie. In pratica si punta a pompe di calore, veicoli elettrici e processi industriali a bassa e media temperatura. Il commissario Dan Jørgensen ha detto che i combustibili fossili sono sovvenzionati e rischiano di non sopravvivere in un mercato competitivo; entro fine anno saranno proposte misure per togliere gradualmente i sussidi ai fossili.
Tra le priorità: tariffe di rete che premiano la flessibilità, 200 GW di accumulo entro il 2030, contatori intelligenti per almeno la metà dei consumatori e una tassazione dell’elettricità inferiore al gas. Il Piano collega l’elettrificazione all’Ets orientando investimenti verso la riduzione delle emissioni nell’industria, ad esempio con forni e caldaie elettrici.
Le associazioni chiedono sostegni concreti: SolarPower Europe propone incentivi da 30 miliardi nell’Ets e 100 miliardi nella Banca per la decarbonizzazione, mirati all’elettrificazione, includendo accumulo e gestione della domanda (demand response). Un esempio è Vehicle-to-Grid, che permette alle auto elettriche di fornire o assorbire energia in base alle esigenze della rete.
Transport & Environment sostiene Standard CO2 più severi per auto e camion e l’estensione dell’Ets 2 ai combustibili nel riscaldamento e nei trasporti. WindEurope chiede coerenza tra ETS e Piano; la riforma ETS non sembra dare priorità all’elettrificazione industriale nel Fondo per l’innovazione e nella Banca, dunque serve una politica coordinata.
Secondo ECCO la direzione è corretta ma mancano molti dettagli: occorrerà tradurre l’orientamento in proposte legislative operative durante i negoziati tra Commissione e Stati membri.
Tecnicamente, l’attuale tecnologia può elettrificare circa 930 TWh di calore di processo sotto i 500 °C in settori come alimentare, carta, farmaceutico e bevande.