Una strada comune per giustizia sociale e clima
lunedì 8 giugno 2026
Quattro città virtuali, identiche nelle risorse e nel numero di abitanti, furono governate da regole diverse. Tortuga premia l’avidità senza limiti; Pyongyang imponeva limiti severi; Shangri La non aveva regole e gli abitanti morirono di fame; Gotham City cercava libertà ma divenne caotica. Non è una favola: è un esperimento di sociologia condotto da Emergence con AI che imitano bisogni e comportamenti umani, per 15 giorni.
Il Global Justice Report 2026, curato dal World Inequality Lab, avverte che serve un equilibrio tra regole e libertà per distribuire cibo ed energia. I dati mostrano che il 10% più ricco possiede il 75% della ricchezza, mentre i 4 miliardi più poveri hanno solo il 2%.
La disuguaglianza pesa sull’ambiente: il 10% più ricco consuma la gran parte delle risorse e provoca circa la metà delle emissioni. Se non si cambia, aumentano degrado ambientale e tensioni geopolitiche, alimentate da politiche che favoriscono l’egoismo di mercato.
Per invertire la rotta entro il 2100, Piketty e Chancel propongono la nozione di sufficienza: una vita prospera senza consumare all’infinito. Tre leve principali: ridurre l’orario di lavoro medio a 1.000 ore l'anno; mangiare meno carne rossa; orientare l’economia verso settori a basso consumo, aumentando istruzione (8.400 euro pro capite) e sanità (14.400 euro).
Il piano prevede uno stipendio globale medio di 5.000 euro lordi al mese entro la fine del secolo, con salari migliori per lavori pericolosi e meno remunerativi per robot e AI. Le risorse verrebbero da una tassazione progressiva dei ricchi: la loro quota scenderebbe da circa il 6% a 0,05%, mentre quella dei 50% più poveri salirebbe dal 2% al 30%; i fondi finanzieranno energie rinnovabili e la transizione energetica entro il 2050.
Un fondo globale per la giustizia sosterrà la transizione e la spesa sociale. Integrare disuguaglianza e degrado ambientale è la chiave: solo così si evita il collasso e si crea una redistribuzione cooperativa di risorse e potere, possibile con una forte volontà politica.