• Una gigafactory SMA: grandi capacità e nuove incognite per l’Europa

    martedì 22 settembre 2026

    L’inaugurazione della gigafactory SMA a Niestetal segna un passo importante: lo stabilimento avrà una capacità produttiva annua superiore a 60 GW e occupa 46.000 mq (20.500 coperti), con un investimento di circa 80 milioni di euro. Produrrà inverter centrali, soluzioni di accumulo e dispositivi di gestione dell’energia per applicazioni su larga scala.

    Secondo il CFO Kaveh Rouhi, una infrastruttura energetica affidabile è una base per crescita economica e trasformazione digitale; Florian Bechtold sottolinea che i progetti dei clienti sono sempre più grandi e complessi e che la Gigawatt Factory offre la scala e la flessibilità necessarie.

    L’Europa sta restringendo l’uso di inverter forniti da fornitori considerati ad alto rischio, in particolare cinesi, nei progetti finanziati dall’UE. Una guida è stata annunciata ad aprile 2026 e il regime transitorio resta valido fino al 1 novembre 2026 per iniziative già avviate. Gli inverter sono potenziali bersagli di attacchi informatici e la Commissione sta puntando su cybersecurity; nel 2026 valuterà rischi e potrebbe rafforzare il Cybersecurity Act.

    Le associazioni di settore rispondono in modo diviso: SolarPower Europe critica l’assenza di consultazione e chiede linee guida chiare, valutazioni d’impatto e tempi di transizione coerenti, oltre a misure per armonizzare i codici di rete e sostenere la produzione europea di inverter. L’Esmc, invece, sostiene che l’impatto sui costi sarà limitato: l’Europa dispone di circa 104 GWac di capacità inverter, di cui oltre 53 GWac potrebbero servire al mercato interno; oltre 120 GWac provengono da USA e APAC (esclusa la Cina). Secondo queste stime, spostare a inverter occidentali comporterebbe un aumento di prezzo di circa il 2% per gli impianti utility-scale e del 3-4% per il residenziale.