Una finestra di bilancio per energia e difesa
lunedì 14 settembre 2026
L’Italia ha chiesto a Bruxelles di attivare la Nec, una salvaguardia che permette di deviare dal percorso di bilancio. L’obiettivo è aumentare gli investimenti in energia e difesa. La richiesta è di circa 36 miliardi: 14 miliardi per l’energia (0,6% del PIL 2026-2028) e 21-22 per la difesa (0,9% del PIL). La Commissione ha confermato la ricezione della lettera; la decisione potrebbe arrivare al Consiglio Ecofin del 9 ottobre.
La Nec permette agli Stati di allontanarsi temporaneamente dal percorso di bilancio concordato, purché le spese rispettino criteri specifici e siano mirate a settori ammissibili.
L’UE ha pubblicato un elenco di misure potenzialmente ammissibili: rinnovabili, accumulo, reti, idrogeno, sicurezza energetica e nucleare. Include anche sovvenzioni o prestiti per ristrutturazioni edilizie e tecnologie come geotermia, solare, batterie, pompe di calore e wallbox.
Un possibile impiego dei 14 miliardi è la riqualificazione energetica degli edifici. Per la legge di Bilancio 2027 si ipotizza un Ecobonus al 65% per le abitazioni principali, rivolto a isolamento, infissi e pompe di calore. Attualmente l’Ecobonus è al 50% nel 2026 per le prime case e scenderà nel 2027.
Le proposte su come spendere i fondi sono varie. Alcuni propongono incentivi all’elettrificazione dei trasporti, ad esempio l’acquisto di auto a batteria, anche se tali misure non sono esplicitamente nell’elenco UE e non sempre rientrano nelle spese della Nec. L’UE avverte che non rientrano nella flessibilità tagli alle accise o sussidi ai combustibili fossili.