Umbria: nuove regole sulle aree idonee e sul fronte idroelettrico
venerdì 20 marzo 2026
L'Umbria ha adottato in tempi rapidi le nuove regole sulle aree idonee introdotte dal Dl 175/2025, approvando lo schema Omnibus n.287. La conversione in legge n.4/2026 è stata impugnata dalla Sardegna e potrebbe esserci un ricorso anche contro la legge regionale umbra, che richiama linee guida ministeriali del 2010 per salvare alcune zone come non idonee. Con il Dl 175 le aree non idonee perdono una categoria autonoma: si definiscono aree idonee e si fissano criteri di tutela vincolanti. Le linee guida del 2010 indicano aree non idonee all’installazione, ma la classificazione umbra precisa che non è un divieto assoluto, solo che l’esito della valutazione può essere negativo.
Nel disegno di legge sono previste modifiche agli articoli 78-86 della legge regionale n.7/2025, già portata in Consulta. Il principio di prevalenza dell’idoneità è stato rivisto: il regime semplificato si applica solo se l’impianto è integralmente in aree idonee. Una novità è la mappa delle aree a bassa esposizione panoramica per impianti eolici oltre 1 MW, basata su criteri tecnici (vento >6 m/s) da concordare con la Soprintendenza dell’Umbria.
Le ulteriori aree idonee includono progetti per comunità energetiche rinnovabili, impianti sotto 20 kW su tetti e parcheggi, siti di bonifica e cave dismesse, fasce entro 300 metri dall’E45 e raccordi, aree interne a carceri e spazi come rotatorie e aiuole, e aree entro 100 metri dai distributori di carburante. In zona rurale è ammesso solo l’agrivoltaico.
Sull’idroelettrico, il Ddl Omnibus modifica la legge regionale n.1/2023: maggiori sanzioni per la mancata rendicontazione e gestione della quota di energia gratuita da cedere alla Regione. I fondi derivanti possono finanziare impianti FER e sistemi di accumulo, progetti locali o iniziative sul territorio, inclusi eventi storici.
Il Ddl Omnibus è stato approvato dalla Commissione e ora all’esame dell’Assemblea regionale, delineando una nuova cornice di sviluppo energetico che coniuga tutela paesaggistica, utilizzo delle risorse e opportunità di finanziamento per comunità e territorio.