Umbria adotta una mappa online per guidare le rinnovabili
mercoledì 3 giugno 2026
L’Umbria ha lanciato un portale webGis intitolato Impianti a fonti rinnovabili – aree di accelerazione e aree idonee, in attuazione della legge regionale 7/2025. L’obiettivo è offrire a cittadini, professionisti ed enti locali una mappa chiara delle zone dove è possibile installare impianti, con strati informativi sui vincoli ambientali e paesaggistici. Il portale richiama anche una base regionale sui beni paesaggistici per approfondimenti. Secondo l’assessore Thomas De Luca, è l’inizio di una mappatura sempre più dettagliata, anche di aree oggi non censite, come parcheggi, per velocizzare lo sviluppo rispettando le tutele.
L’iter normativo ha visto, a marzo, l’approvazione del disegno di legge Omnibus (n. 287) che modifica la legge sulle aree idonee (n.7/2025) per allinearsi al Dl 175/2025. A differenza di altre regioni, l’Umbria non ha cancellato subito le vecchie norme ma ha tentato di salvare aree tramite riferimenti a linee guida ministeriali del 2010, ora superate. Il 13 maggio la Giunta ha avviato il Piano regionale di individuazione per le zone di accelerazione, con Vas in consultazione fino al 21 giugno. Le aree principali sono: aree industriali e artigianali, cave dismesse, SIN di Terni-Papigno e tetti edili.
Le decisioni sulle rinnovabili hanno suscitato forti critiche: WWF, Greenpeace e Legambiente hanno contestato la legge umbra, definendola restrittiva e retroattiva. L’assessore De Luca ribatte che la legge non è un freno e che i limiti derivano da paletti nazionali, con l’obiettivo di proteggere paesaggio e ambiente. In seguito ha annunciato misure per coinvolgere le amministrazioni locali e presentare osservazioni tecniche sui progetti di Gubbio; è stata nominata Sabrina Scarabattoli nella Commissione tecnica nazionale. È in corso una riflessione sulla sentenza sarda per definire meglio aree non idonee. Sul fronte Phobos, il piano di sette aerogeneratori tra Castel Giorgio e Orvieto ha innescato un riesame in autotutela. ANEV invita a non diffondere narrazioni fuorvianti e a rispettare i processi autorizzativi. Inoltre è emerso un grande progetto agrivoltaico da quasi 34 MW tra i due comuni, con richieste di chiarimenti su stato autorizzativo e parere della Soprintendenza.
Con questo impianto normativo e pianificatorio, l’Umbria intende guidare lo sviluppo delle rinnovabili in modo chiaro e partecipato, accelerando la transizione energetica nel rispetto di paesaggio, ambiente e patrimonio culturale, e mirando a una maggiore autonomia energetica locale.