Ulivi tutelati: una norma chiave per le rinnovabili
venerdì 7 agosto 2026
Il 5 agosto la Camera ha dato il primo via libera al Ddl ColtivItalia, presentato dal ministero dell’Agricoltura. Il provvedimento introduce limitazioni all’espianto e all’abbattimento di ulivi per impianti fotovoltaici ed eolici e ora passa al Senato.
L’articolo 5, comma 6, inserisce l’articolo 1-bis sulla tutela degli oliveti destinati a regimi di qualità nel decreto legislativo n. 475 del 1945. Per gli olivi destinati a oli a Denominazione di Origine Protetta, a Indicazione Geografica Protetta o in regimi di qualità riconosciuti, è vietato l’espianto o l’eradicazione qualora l’intervento serva a realizzare impianti energetici da fonti rinnovabili. Le norme non si applicano se gli ulivi sono reimpiantati nello stesso sito o spostati in terreni limitrofi, secondo leggi regionali.
La misura nasce da un emendamento dell’alleanza di destra in Commissione Agricoltura, portato dal leghista Mirco Carloni e riformulato durante l’esame. In giugno alcune associazioni ambientaliste e del settore avevano criticato la versione iniziale; oggi Paolo Rocco Viscontini di Italia Solare applaude la versione attuale, affermando che tutela gli ulivi senza fermare lo sviluppo delle rinnovabili. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ne ribadisce l’importanza.
Il tema è stato anche al centro di una sentenza del Tar Puglia che ha annullato una delibera regionale che ampliava le possibilità di abbattimento degli ulivi non monumentali. Secondo la sentenza, conferma la legge 144/1951: divieto generale di abbattimento con deroghe solo tassativamente individuate. Le norme regionali non possono estendere le deroghe.
Il Ddl ColtivItalia è in assemblea per il voto finale; gli uffici parlamentari integreranno gli emendamenti approvati. Le ultime variazioni non riguardano la materia energia.