Transizione 5.0: possibili correttivi per software cloud e servizi in abbonamento
venerdì 5 giugno 2026
Il Governo sta valutando modifiche alla disciplina di Transizione 5.0 per rispondere alle richieste delle imprese sull’esclusione delle spese relative a software in cloud e ai modelli as-a-service dagli incentivi. La risposta del sottosegretario al MIMIT, Mara Bizzotto, a un’interrogazione di deputati Pastorella e Benzoni segnala l’impegno a trovare soluzioni normative, in collaborazione con il MEF, per definire le coperture necessarie.
Questa questione è cruciale per le aziende manifatturiere che digitalizzano i processi. Oggi le soluzioni software si spostano sempre più sul cloud e su modelli di abbonamento. Esempi: monitoraggio energetico, gestione della produzione, controllo di impianti fotovoltaici e sistemi di energy management basati su IA. Nei modelli as-a-service l’azienda paga solo per l’utilizzo del servizio (senza possesso integrale del bene). Esempi energetici: Battery-as-a-Service, Energy-as-a-Service, Solar-as-a-Service.
Le associazioni hanno criticato l’esclusione, ritenendola poco coerente con l’evoluzione tecnologica e rischiosa per investimenti già programmati e la finanziabilità di progetti innovativi. L’obiettivo delle parti è valutare una fase transitoria o correttivi applicativi che evitino effetti negativi sulle decisioni di investimento.
Sul fronte operativo, l’interrogazione evidenzia ritardi: il decreto attuativo sarebbe stato firmato a maggio, ma l’apertura della piattaforma Gse non è ancora operativa. Il Gestore sta adeguando i sistemi per permettere alle imprese di accedere al beneficio nel più breve tempo possibile. Aumentano anche gli adempimenti: cinque comunicazioni, controlli preventivi e successivi, e un ruolo più ampio dei certificatori. Il MIMIT sostiene che questi strumenti servono a monitorare l’uso delle risorse e verificare la spettanza del credito, ma promette FAQ e circolari operative per chiarire gli aspetti complessi.
Il dibattito arriva mentre interviene il Dl Fiscale su Transizione 5.0, che riconosce contributi per investimenti fotovoltaici e accumulo già realizzati con la versione precedente, restando da definire le modalità di distribuzione. Inoltre, la recente rimodulazione PNRR ha spostato circa 700 milioni di euro su Industria 5.0, per un totale di circa 2,1 miliardi, ora in esame della Commissione europea.