Transizione 5.0: investimenti digitali ed energetici tra incentivi e dubbi sul cloud
mercoledì 24 giugno 2026
Il 12 giugno è partito il Piano Transizione 5.0, che incentiva le imprese a investire in digitalizzazione e risparmio energetico. Le prenotazioni inviate sulla piattaforma Gse hanno raggiunto 3.355, per oltre 1,25 miliardi di investimenti. Il ministro Adolfo Urso ha commentato un ampio apprezzamento, segnalando un passo avanti rispetto alla prima misura, con oltre 4,25 miliardi di progetti attivati e circa 20 mila imprese coinvolte.
In totale sono previsti 9,8 miliardi di euro per il triennio 2026-2028 per sostenere investimenti in efficienza energetica, fonti rinnovabili, innovazione digitale e tecnologie avanzate.
Come funziona: l’iperammortamento sostituisce i crediti d’imposta e aumenta il costo di acquisizione dei beni agevolabili ai fini fiscali. L’agevolazione riguarda investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il decreto richiede diverse comunicazioni al Gse: preventive, conferma degli investimenti e completamento; inoltre va monitorato l’onere con una comunicazione entro il 20 gennaio e l’altra entro il 30 giugno di ogni anno, fino al termine di fruizione.
Le maggiorazioni sul costo ammesso sono: 180% fino a 2,5 milioni; 100% oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni; 50% oltre 10 milioni e fino a 20 milioni.
Per l’autoproduzione di energia, sono agevolabili: gruppi di generazione, trasformatori a monte del punto di connessione, impianti termici con accumulo usati come calore di processo, servizi ausiliari, impianti di stoccaggio. Il dimensionamento degli impianti FER è legato a una producibilità massima non superiore al 105% del fabbisogno annuo. L’allegato 1 determina il costo massimo ammissibile; per il fotovoltaico valgono moduli ENEA: categorie B (min. 23,5% efficienza) e C (bifacciali, eff. ≥24%).
Sul cloud e i modelli SaaS, le spese non sono ammissibili: definizioni, esempi di software come servizio. Il governo aveva indicato valutazioni normative, ma la versione finale ha mantenuto l’esclusione; resta aperta la possibilità di una nuova modalità di agevolazione (voucher o contributi) per i software cloud.
Riferimento: DM attuativo 7 maggio 2026.