• Tetto al gas: nuovo rinvio e incognite sui costi

    venerdì 6 novembre 2026

    Il governo rinvia ancora l’approvazione del decreto che fissa un tetto al prezzo del gas impiegato nelle centrali termoelettriche, misura mirata a ridurre le bollette. Dopo lo slittamento del 28 ottobre, anche il Cdm del 5 novembre non ha dato il via libera. Il tentativo successivo è fissato per lunedì 9 novembre, ma restano problemi tecnici e finanziari.

    Il rinvio è legato a interlocuzioni con l’UE e a verifiche del ministero dell’Economia. Secondo la Ragioneria Generale, c’è un disallineamento tra entrate e spese: le risorse ricavate dalla vendita delle riserve di gas, incassate nel 2026, servirebbero a interventi dal 2027. Occorre allineare contabilmente queste risorse per evitare un disavanzo.

    Sul versante tecnico, una bozza mostrata da Bloomberg propone un tetto a 58,9 €/MWh per 18 mesi, finanziato con rimborsi fino a 15 €/MWh per i produttori. Le compensazioni verrebbero pagate da oneri sul mercato elettrico in base al consumo e sarebbero esenti i contratti a prezzo fisso in essere. Arera deve definire l’ammontare e verificare che i benefici arrivino alle offerte sul mercato.

    Le associazioni hanno reazioni diverse. Elettricità Futura critica l’idea, stimando che i costi ricadrebbero sui produttori e inciderebbero su chi ha scelto il prezzo fisso. Si parla di un impatto complessivo di 6-7 miliardi in un anno per le misure nel loro insieme. Il governo sostiene che lo slittamento è minimo e che la bozza è sostanzialmente pronta per il 9 novembre.

    In sintesi, restano aperti i nodi su chi mette i soldi, come suddividere i costi e quando cominciare a dare sollievo alle bollette, in una cornice europea ancora in evoluzione.