Tetti solari europei: potenziale, limiti e percorsi per il 2030
lunedì 26 gennaio 2026
Il potenziale del fotovoltaico sui tetti in Europa è stimato in circa 2,3 terawatts di capacità installabile, con circa 1,8 TW su edifici residenziali e 0,5 TW su edifici non residenziali. Si tratta di un potenziale teorico, che arriva da assunzioni specifiche e non sostituisce la necessità di sviluppare grandi parchi a terra o agrivoltaici per raggiungere gli obiettivi energetici al 2030.
Lo studio del Joint Research Centre (Jrc) utilizza un modello aggiornato del parco edilizio europeo, dati geospaziali e miglioramenti tecnologici: l’efficienza di conversione è passata dal 18% nel 2018 al 22% nel 2025. È la prima analisi che valuta separatamente tetti residenziali e non residenziali a livello di singolo edificio, basata sul Digital Building Stock Model (DBSM R2025) che copre 271 milioni di immobili.
Per l’Italia, il potenziale tecnico del fotovoltaico sui tetti è stimato tra 250 e 300 GW. Il rapporto Snpa sul consumo di suolo in Italia indica superfici disponibili nette tra 870 e 1137 km2 dopo esclusioni, con una potenza installabile tra 84 e 110 GW sui fabbricati esistenti; a questo si aggiungono 79-104 GW in parcheggi, aree dismesse o altre superfici impermeabilizzate, sufficienti a sostenere l’aumento di energia rinnovabile previsto dal Pniec al 2030.
Secondo il Jrc, entro il 2030 oltre metà dell’obiettivo UE (700 GW) potrebbe essere raggiunta grazie ai tetti non residenziali. Gli edifici di grandi dimensioni (>2000 m2) potrebbero ospitare circa 355 GW. Attualmente gli impianti fotovoltaici rooftop rappresentano circa il 61% della capacità installata totale in Europa nel 2024, ma solo circa il 10% dei tetti è dotato di sistemi solari, evidenziando un potenziale ancora ampio di diffusione.
La valutazione è stata condotta in modo conservativo: si assumono tetti residenziali orientati a sud con inclinazione di 20°, si limita la PV al 25% della superficie del tetto, e per i non residenziali si considera un tetto piano con PV al 40%. L’installazione è pensata con rack indipendenti orientati a sud a 20° e efficienza di modulo al 22%. Si tiene conto della spaziatura e si riconosce che la convalidazione locale è necessaria per variabilità edilizie e vincoli urbani.
L’analisi include una verifica di sensitività in 12 località europee: una configurazione fissa a sud con 20° si mantiene ragionevole, producendo risultati molto vicini all’ottimale in diverse posizioni. Il DBSM R2025, con risoluzione vettoriale e codice aperto, consente integrazione in piani energetici regionali e supporta scenari di crescita di comunità energetiche e partenariati pubblico-privati.