Terreno giusto per grandi impianti fotovoltaici: chiave di valutazione
venerdì 18 settembre 2026
Per realizzare un grande impianto fotovoltaico servono valutazioni che vanno oltre la sola superficie: prezzo del terreno, accesso alla rete, permessi e caratteristiche geologiche incidono fortemente sull’attrattività dell’area.
Il costo è la variabile principale. Il terreno è l’asset iniziale e influenza l’economia a lungo termine del progetto, anche in relazione a come si ottiene la disponibilità (acquisto o diritto di superficie). Nei anni recenti i prezzi sono aumentati: tra 3.000 e 5.000 euro per ettaro all’anno tra il 2020 e il 2022, e in molte zone ora si superano i 5.000 euro/ha/anno. Regione come Sicilia, Puglia e Lazio hanno visto crescite; non esistono medie generali, poiché il mercato è molto sito-centrico e dipende dalle caratteristiche specifiche.
Le connessioni alla rete contano quanto il terreno: la vicinanza a una sottostazione riduce i costi e i tempi di allaccio, soprattutto in zone a bassa saturazione della rete. È fondamentale fare un pre-screening della capacità di rete e consultare dati pubblici sulle richieste di connessione. Strumenti come mappe di saturazione possono indicare pressioni sulla rete locale e necessità di interventi. Nel Sud si osserva una realtà ambigua: maggiore disponibilità di terreni ma anche maggiore saturazione; al Nord è più difficile trovare superfici grandi non competitor.
Il permitting influisce sul valore: il quadro normativo italiano permette semplificazioni in aree idonee, con potenziali vantaggi economici. Aree indicate come parte delle cosiddette solar belt possono aumentarne il valore del progetto anche del ~30% grazie a tempi di autorizzazione più rapidi e minori rischi di arresto, sebbene le medie non siano facilmente generalizzabili.
Pendenze, suolo e sottosuolo: il terreno ideale è regolare, con pendenze contenute, utile per una disposizione efficiente delle strutture. Si studiano i primi dieci metri del sottosuolo per verificare stratigrafia, presenza di roccia o falde e comportamento delle fondazioni. Terreni molto morbidi (argille non consolidate) e falde superficiali possono creare problemi e costi extra, inclusa eventuale corrosività del suolo che potrebbe richiedere zincature. Ostacoli lungo il tracciato verso la connessione (canali, necessità di trivellazioni orizzontali controllate) aumentano i costi e i tempi.
L’obiettivo è anticipare le criticità prima della costruzione: rischi idraulici, cavità naturali o reperti archeologici possono emergere e fermare i lavori se non gestiti in anticipo. Una conoscenza approfondita del terreno riduce sorprese e costi non preventivati durante le varie fasi di sviluppo.