Tassi BCE e transizione energetica: una strada per le rinnovabili
mercoledì 16 settembre 2026
L’aumento dei tassi deciso dalla BCE di 0,25 punti base si ripercuote sugli investimenti energetici: le rinnovabili, che richiedono una spesa iniziale elevata, sono tra le più sensibili. Il report della New Economics Foundation analizza come inflazione, politica monetaria e sistema energetico europeo siano legati tra loro e propone una via per facilitare la transizione energetica.
Secondo uno studio su 28 Paesi europei (2001-2024), un rialzo di 25 punti base riduce la diffusione delle rinnovabili: eolico onshore -3,2% e fotovoltaico -5,3% in un anno. Fossili, idroelettrico e nucleare mostrano effetti minori. In Germania, un ulteriore forte aumento dei tassi potrebbe far crescere l’LCOE del PV dell’11% e quello dell’eolico onshore del 25%, perché l’investimento iniziale è dominante per le rinnovabili.
Altri studi indicano che portare il costo del capitale dal 5% al 10% fa crescere i costi dell’elettricità di: offshore wind 47%, onshore wind e PV utility scale circa 52-54%, rooftop solar 60%; il gas solo circa 8%. Inoltre emerge il rischio di ‘forgetting-by-not-doing’: meno diffusione significa meno apprendimento e costi maggiori in futuro.
Le rinnovabili riducono l’esposizione del sistema ai prezzi volatili dei combustibili fossili. Stime IMF/IEA mostrano che aumentare la quota rinnovabile riduce l’inflazione legata a energia e carburanti: per ogni punto percentuale aggiuntivo di rinnovabili, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità tende a scendere di circa lo 0,6%. Esempi: nel 2024 un rincaro del gas di 1 euro/MWh aumenta l’elettricità di ~1,40 €/MWh; nel 2030, con il 60% in più di eolico/PV, la sensibilità scende sotto 0,25 euro.
La proposta chiave è spezzare il ciclo auto-rinforzante tra dipendenza dai fossili, inflazione e tassi: introdurre ‘dual interest rates’ con tasso generale per contenere la domanda e tassi agevolati per la transizione energetica. Occorre coordinare politica monetaria e fiscale, distinguendo inflazione da domanda e shock dall’offerta. Altre misure includono riserve strategiche di gas, sorveglianza dei mercati, promuovere la concorrenza e una tassa sugli extraprofitti del settore oil&gas.