Tassa sugli extraprofitti fossili per finanziare la transizione energetica in Italia
venerdì 5 giugno 2026
ReCommon ha lanciato una petizione online chiedendo al governo italiano una vera tassa sugli extraprofitti delle multinazionali fossili. L’obiettivo è legare il gettito a misure concrete per ridurre la vulnerabilità energetica del Paese e rispettare gli obiettivi climatici internazionali. In basso c’è il link per aderire.
Secondo la petizione, la crisi energetica è accentuata dalla guerra tra Usa, Israele e Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, che hanno spinto i prezzi dell’energia. L’UE registra oltre 27 miliardi di euro di costi extra per le importazioni fossili nei soli due mesi di conflitto, pari a quasi 500 milioni di euro al giorno.
Stima degli extraprofitti: Global Witness, utilizzando dati di Rystad Energy, indica che le prime 100 società oil&gas hanno maturato più di 30 milioni di dollari di profitti extra all’ora nel primo mese di guerra, per circa 23 miliardi di dollari complessivi. Se il prezzo del petrolio restasse in media a 100 dollari/barile nel periodo marzo-dicembre 2026, gli extraprofitti potrebbero salire fino a circa 234 miliardi di dollari. Ai primi posti in una classifica figurerebbero Saudi Aramco, Kuwait Petroleum, ExxonMobil, seguiti da Gazprom, Chevron, PetroChina, Petrobras, Shell, Rosneft e Adnoc.
Italia particolarmente esposta: il gas è determinante per il prezzo dell’elettricità nel 70% delle ore. Nei primi dieci mesi del 2025 il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia è stato di 116 €/MWh, rispetto a 87 in Germania, 65 in Spagna e 61 in Francia. L’FMI stima che lo shock energetico possa far salire la spesa media delle famiglie italiane di circa 450 euro, con scenari peggiori fino a 2.270 euro.
Per i carburanti, Transport & Environment Italia prevede 4 miliardi di euro di extraprofitti nel 2026 per refinierie e distribuzione, a scapito degli automobilisti. A livello UE, gli extraprofitti downstream (raffinerie e distribuzione) potrebbero raggiungere 24 miliardi di euro se i margini restassero, senza conteggiare l’intero universo dei profitti fossili.
ReCommon accusa il governo Meloni di aver adottato finora solo misure tampone sui carburanti e chiede un intervento deciso sugli extraprofitti, con gettito trasparente e destinato a finalità sociali e alla transizione fuori dalle fonti fossili. L’idea è recuperare risorse per una modernizzazione energetica e per tutelare redditi e welfare durante la transizione. Il testo invita a firmare la petizione (link in basso).