• Supporto tedesco alle industrie energivore per contenere i costi energetici

    venerdì 17 aprile 2026

    Un pacchetto di aiuti di Stato per industrie ad alto consumo energetico è stato approvato dalla Commissione Europea nell’ambito del quadro Cisaf. L’intervento vale 3,8 miliardi di euro da impiegare tra il 2026 e il 2028, e mira a ridurre il prezzo dell’elettricità pagato dalle imprese energivore a 5 centesimi di euro per kWh. Coinvolge circa 91 settori produttivi, tra cui vetro, chimica, plastica e semiconduttori, con quasi 9.500 imprese che potranno beneficiare della misura.

    Lo scopo è accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni, mantenendo la competitività e impedendo che le aziende si spostino in altri paesi.

    Come funziona: l’aiuto massimo è pari al 50% del prezzo all’ingrosso dell’elettricità, con un prezzo minimo scontato di 50 euro al MWh. Per ottenere lo sconto, l’impresa deve investire almeno il 50% degli importi ricevuti entro 48 mesi in misure per ridurre CO2 (rinnovabili, efficienza energetica, flessibilità operativa come batterie e sistemi Power-to-Heat). Se l’investimento riguarda per almeno l’80% la flessibilità della domanda, l’aiuto aumenta del 10%. Il piano copre tre anni; le domande si presenteranno nel 2027 con effetto retroattivo sul 2026. È prevista inoltre la possibilità di agevolare fino al 50% del consumo elettrico del sito produttivo.

    Per quanto riguarda le condizioni pratiche, il riferimento è un prezzo di base all’ingrosso: ad esempio, con 8,75 cent/kWh lo sgravio sarebbe circa 3,75 cent/kWh (4,1 cent/kWh con la flex). Le imprese piccole forniranno poche informazioni semplici, mentre quelle grandi (>10 GWh) potranno usare certificazioni già richieste per altri sgravi, evitando burocrazia aggiuntiva.

    In parallelo, l’Unione Europea intensifica l’orientamento verso le rinnovabili per ridurre la dipendenza da gas e petrolio. Un documento di lavoro citato da Politico conferma che l’energia pulita resta la strada migliore per l’autonomia strategica europea.

    Il Fondo Monetario Internazionale avverte che uno shock energetico prolungato, unito a condizioni finanziarie strette, potrebbe spingere l’UE verso una recessione. Suggerisce di completare il mercato unico dell’energia, mantenere l’ETS e velocizzare le interconnessioni di reti, evitando misure universali non mirate che, nel 2022, hanno sostenuto i prezzi ma non hanno compensato i redditi bassi.

    Infine, si sottolinea che misure mirate sono preferibili rispetto a sussidi generalizzati. In passato la spesa energetica è stata elevata e poco mirata; alcuni paesi hanno già abbinato aiuti d’emergenza investimenti nelle rinnovabili e contratti per l’energia pulita. Nota del ministero tedesco.