• Spagna: prezzi in calo dalle rinnovabili, ma sfide per gli investimenti

    giovedì 5 novembre 2026

    La IEA presenta Energy Policy Review Spain 2026: la rapida crescita delle rinnovabili riduce i prezzi all’ingrosso dell’elettricità e la dipendenza dai fossili, migliorando la sicurezza energetica, ma l’offerta maggiore di fotovoltaico ed eolico crea problemi di redditività per i nuovi investimenti, noto come effetto cannibalizzazione, e mostra la necessità di accelerare l’elettrificazione.

    Tra il 2015 e il 2025 la capacità rinnovabile installata è salita a circa 119 GW, con la quota rinnovabile nel mix elettrico passata dal 35% al 56%. Il fotovoltaico ed eolico spingono i prezzi spot verso il ribasso perché la generazione a gas fissa meno spesso il prezzo marginale.

    Nel 2025 i prezzi medi catturati dal PV sono scesi sotto i 35 €/MWh, circa il -47% rispetto al prezzo di mercato. Oltre 800 ore hanno avuto prezzi pari o inferiori a zero; in molte ore i prezzi restano sotto 5–30 €/MWh. La cannibalizzazione è favorita dalla concentrazione della produzione nelle ore centrali; nel 2025 oltre 47 GW di PV sono stati aggiunti, con oltre il 90% della nuova capacità installata proveniente dal fotovoltaico.

    La riduzione dei prezzi erode la redditività degli investimenti, soprattutto per impianti non incentivati e per progetti merchant e PPAs. Se non si interviene, le nuove installazioni potrebbero rallentare e si rischiano gli obiettivi al 2030. Il curtailment, ovvero la mancata produzione rinnovabile per limiti di rete, è aumentato: picchi attorno all’11% nel luglio 2025, poi circa 3,5% nell’aprile 2026, generando ulteriori perdite di ricavi e costi per il sistema.

    La soluzione proposta è un mix più equilibrato con maggiore prevalenza di eolico e accumuli per spostare energia dalle ore di surplus a quelle di domanda e prezzo più elevati. Si suggeriscono aste CfD per progetti ibridi che combinino PV, eolico e batterie. Occorre aumentare i consumi elettrici, poiché nel 2024 l’elettricità copriva solo il 25% del consumo finale, molto al di sotto dell’obiettivo del 35% entro il 2030. Le riforme mirano anche a stimolare stoccaggio e flessibilità della domanda; attualmente l’energia resta relativamente cara per i consumatori, mentre i combustibili fossili godono di oneri inferiori.

    Infine, il mercato della capacità spagnolo esclude esplicitamente nuove centrali a gas nelle aste principali, preferendo fonti rinnovabili, accumuli e gestione della domanda. Miglioramenti infrastrutturali e gestione della rete, insieme a un mix tecnologico più bilanciato, possono sostenere l’integrazione delle rinnovabili e la sicurezza del sistema.