Solare in Italia: ostacoli e opportunità nella pipeline
venerdì 30 ottobre 2026
Il sondaggio The State of Solar Project Development 2026–2027, su 405 professionisti (102 italiani), mostra che l’Italia ha il tasso di successo più basso tra i mercati esaminati: 56% contro 60% in Germania, 64% negli USA e 67% in Spagna.
In Italia, il 50% riferisce che almeno la metà dei progetti non arriva alla costruzione; sul campione completo è 46% (rispetto al 32% del 2025). La regolamentazione è la principale causa di insuccesso (42%), l’opposizione locale al 29%. Rispetto agli altri Paesi, l’Italia segnala meno problemi di finanziamento (62%), reti di connessione (38%) e gestione dati (28%).
Nonostante ciò, le prospettive restano positive: oltre il 62% prevede una crescita della pipeline superiore al 15%.
A livello globale, il 91% ha visto crescere la pipeline nell’ultimo anno; il 99% si aspetta un’espansione del mercato fotovoltaico nei prossimi due anni e l’81% prevede una crescita annua superiore al 10%.
Le principali cause di insuccesso comuni sono difficoltà di finanziamento (74%) e cambiamenti normativi (70%), seguite dalla gestione degli stakeholder (63%), volatilità dei prezzi (60%), opposizione locale (57%) e connessioni di rete (55%). Le fasi più rischiose sono la finanza (42%) e le autorizzazioni (37%); cantieri (23%) e ingegneria (18%) sono considerate meno rischiose.
La qualità ingegneristica è ritenuta il principale fattore di successo dal 95% dei professionisti; le revisioni significative per oltre un quarto dei progetti sono diminuite, passando dal 52% al 45%.
Infine, le batterie: l’82% dice che i BESS, autonomi o abbinati al fotovoltaico, rappresentano almeno il 10% della pipeline, e il 48% superano il 15%.