Solare globale tra record e sfide di integrazione nel 2026
martedì 23 giugno 2026
Nel 2025 il fotovoltaico globale ha installato 664 GW e ha superato i 3 TW di potenza cumulata, producendo circa 2.778 TWh e rappresentando l’8,8% dell’elettricità mondiale. È stata la principale fonte di nuove capacità rinnovabili (77%). Il 2026 potrebbe segnare il primo calo da oltre vent’anni, trainato dalla frenata in Cina, che nel 2025 ha fornito quasi il 60% del mercato.
Record e rallentamento: il 2025 ha registrato un nuovo massimo di 664 GW installati. Secondo Ember, il fotovoltaico ha coperto il 75% della nuova domanda elettrica globale (77% secondo SolarPower Europe). La crescita è stata +12% sul 2024, molto meno dei tassi degli anni precedenti.
Cina dominante: nel 2025 la Cina ha installato 382 GW, 57% del mercato globale, portando il cumulato a circa 1,4 TW (47% della capacità fotovoltaica mondiale). Il 2026 prevede un calo del 24% in Cina (289 GW). Il resto del mondo crescerà, ma non basterà: saldo globale ~-53 GW.
India e USA: l’India è diventata il secondo mercato nel 2025 con 45,7 GW (+49%), gli Stati Uniti terzi con 43,2 GW (-14%). La manifattura domestica prosegue, ma reti e competenze restano ostacoli. Medio Oriente e Africa crescono del 51%.
Europa: l’UE27 ha installato 67,2 GW nel 2025, crescita quasi ferma (+1,4%). Nel medio scenario, 2026 a 64,6 GW, 2027 a 61,1 GW, 2030 a 69,2 GW. L’Italia si attende 6,7 GW nel 2026 e 41 GW tra il 2026 e il 2030; l’aggregato UE resta al di sotto degli obiettivi RePowerEU.
Freni e storage: l’integrazione diventa la sfida. Ore con prezzi negativi hanno toccato il 3,4% nel 2025 (circa 310 ore). Reti, storage lento, curtailment e incertezza sui ricavi limitano la crescita. Le previsioni 2030 scendono da 7,1 a 6,6 TW nel medio scenario; 7,6 TW alto; 5,8 TW basso.
La prossima fase: 2026 potrebbe essere negativa, ma non una crisi. Dal 2027 si riprende, con circa 864 GW all’anno nel 2030 e 6,6 TW cumulativi. Il fotovoltaico resta la spina dorsale delle rinnovabili, mirando agli 11 TW entro fine decennio, ma servono reti, accumuli e regole di mercato.