Sì condizionato delle Regioni a un pacchetto su CO2, idrogeno e metano
martedì 16 giugno 2026
La Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole al disegno di legge delega su cattura e stoccaggio della CO2, infrastrutture per l’idrogeno e riduzione delle emissioni di metano, ma subordinato all’adozione di due emendamenti. Il testo, approvato dal Consiglio dei ministri nel 2025, è in esame alla Commissione Ambiente del Senato.
La prima proposta modifica l’articolo 3 ampliando le autorità competenti per il metano, prevedendo che alcune attività possano essere svolte anche dagli uffici minerari territoriali, non solo dalle sezioni Unmig. La seconda propone clausole di salvaguardia per consentire l’applicazione delle norme nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano, compatibilmente con i loro statuti e attuazioni, salvaguardando competenze minerarie e localizzazione degli impianti.
CATTURA CO2: entro dodici mesi dall’entrata in vigore, il governo deve definire una disciplina organica per cattura, trasporto, utilizzo e stoccaggio della CO2, anche riorganizzando la normativa esistente. La tecnologia CCUS resta centrale; trasporto e stoccaggio, elementi di monopolio naturale, saranno regolati da Arera, con accesso trasparente e non discriminatorio. Si prevede un procedimento unico per i titoli abilitativi e i piani di sviluppo delle infrastrutture, inclusi i permessi ambientali (AIA/VIA), per semplificare l’iter. Infine, la pianificazione è vista come cruciale data la fase embrionale della filiera e l’incertezza sui volumi da trattare.
IDROGENO: l’articolo 2 indica Arera come autorità di regolazione per l’idrogeno. Il trasporto transfrontaliero è rilevante, con il Corridoio meridionale come tratto chiave: la tratta italiana sarà realizzata da Snam e porterà idrogeno rinnovabile importato dal Nord Africa fino al Tarvisio, per alimentare Austria e Germania meridionale e i principali centri di domanda.
METANO: per le emissioni di metano il ddl assegna due ruoli: al MASE, che può avvalersi di SNPA o Acquirente Unico come organismo centrale di stoccaggio; e alle Regioni per controllare le emissioni nelle miniere di carbone. Le norme UE mirano a ridurre le fugitive lungo la filiera fossile tramite monitoraggio, rilevamento e riparazione, e a limitare flaring e venting. L’attuazione dovrà essere efficiente, affidandosi a enti qualificati per archiviazione dati, ispezioni e sanzioni.