• Ritardi e criticità nel Fondo per l’efficienza energetica

    venerdì 9 gennaio 2026

    La Corte dei Conti segnala che il Fondo nazionale per l’efficienza energetica (Fnee) è molto indietro nell’attuazione e mostra un’inefficacia complessiva. Nell’ultima delibera, la n. 67/2025 del 16 dicembre 2025, vengono elencate criticità e si sollecita l’intervento del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

    Dal lato finanziario, sono stati mobilitati finora appena 10,2 milioni di euro su oltre 284 milioni di risorse disponibili, con garanzie non ancora operative. Il fondo sostiene interventi di efficienza energetica in imprese, ESCo e pubbliche amministrazioni, inclusi riduzioni di consumo nei processi industriali, reti di teleriscaldamento e riqualificazione degli edifici.

    Le agevolazioni avvengono tramite finanziamenti agevolati allo 0,25% (pari al 70% delle risorse totali) o garanzie su singole operazioni di finanziamento.

    Il problema principale è l’assenza di emanazione del decreto di riforma del Fondo: il Mase non ha recepito le osservazioni formulate dal MEF sullo schema di decreto. La Corte invita a completare l’adeguamento alle osservazioni e, se possibile, a raggiungere una posizione comune con il MEF per emanare il Decreto di riforma anche in attesa della futura revisione della norma primaria, prevista dal D.lgs. di attuazione della direttiva UE 2023/1791 sull’efficienza energetica.

    Infine, il Mase è chiamato a riferire entro trenta giorni, con documentazione, sulle iniziative intraprese per osservare le raccomandazioni. In caso di mancata comunicazione, si riterrà mancata adozione di misure.