Ritardi burocratici frenano l’autoconsumo diffuso e le Cer
venerdì 3 aprile 2026
Tempi lunghi e blocchi tecnici nel riconoscimento delle configurazioni stanno creando incertezza economica per operatori e cittadini, soprattutto per i progetti Pnrr, oltre ai ritardi nelle connessioni alla rete.
Richieste di riconoscimento per le Cer inviate nella primavera 2025 restano senza risposta dopo quasi un anno; in alcuni casi la potenza dichiarata e quella effettiva differiscono di pochi decimali di kW, costringendo a rifare l’intera procedura.
L’aggiornamento delle configurazioni continua a essere lento: l’inserimento di nuovi impianti e nuovi punti di prelievo spesso non ottiene risposte, con tempistiche indefinite. Anche l’aggiunta di nuovi membri richiede documenti inviati via Pec, non procedure automatizzate. Il disallineamento tra lo stato reale e i sistemi Gse complica stime energetiche e ricavi.
Per le Cer nei comuni piccoli, le regole del bando Pnrr prevedono istruttoria entro 90 giorni; spesso non viene rispettato. Il Gse avrebbe dovuto chiudere le pratiche entro il 31 marzo ma molte sono aperte l’2 aprile, e c’è pressione sul 30 giugno.
Il ritardo blocca gli investimenti: chi ha già pagato autorizzazioni e allacci e attivato finanziamenti bancari rischia di non poter accedere ai contributi e rendicontare, con slittamenti delle rate.
La questione della potenza dichiarata: piccole differenze tra dati su Gaudì/Terna e verbali di allaccio possono bloccare l’intera procedura. Se si monta un componente diverso, si ottiene ad esempio 40,2 kW contro 40 kW previsti; non si può correggere il dato e si deve rifare la procedura, con costi e mesi in più.
Anche le connessioni lente contribuiscono: i distributori attendono l’ultima fase dei 90 giorni lavorativi ma si traducono in circa quattro mesi per l’allaccio. Questo rallenta l’immissione di nuova energia a basso costo.
Il Gse è sotto pressione: gestisce molti strumenti (autoconsumo, Pnrr, Conto Termico) con risorse ritenute insufficienti. Il portale e le istruzioni non sono sempre allineati. Italia Solare e altri esprimono fiducia in soluzioni correttive, in dialogo costruttivo con il Gse.