Rinnovabili e controllo centrale: misure Cei per impianti 100-500 kW
venerdì 26 settembre 2025
Il 29 settembre al Cei si discuterà l obbligo di installare il controllore centrale di impianto (Cci) per gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza tra 100 e 500 kW, che dovranno poter modulare la potenza da remoto.
La delibera Arera 385/2025/R/EEL impone che i siti con potenza pari o superiore a 100 kW siano dotati di dispositivi che permettano ai distributori di modulare o limitare l energia attiva tramite comandi esterni, per dare maggiore flessibilità alla rete e controllare la sovrapproduzione.
Fabrizio Pilo, presidente del CT 316 del Cei, ha spiegato che si chiarira l uso dei trasformatori voltmetrici di protezione. Questo potrebbe abbattere sensibilmente il costo di connessione del Cci, perché non serve installarne di nuovi: i trasformatori esistenti alimentano i relè di protezione che tagliano l impianto in caso di guasto.
Per gli impianti che producono ma hanno pochi carichi interni, si sta studiando che non sia necessario misurare sia alla produzione sia al punto di consegna: la differenza è minima e il Cci serve prima di tutto per protezione della rete, non per osservare i flussi interni.
Si valuta anche di permettere una limitazione non completa, cioè lo stop totale, chiamato 'zero' di produzione. Questo aiuta gli inverter che non modulano ma possono essere spenti; certo, comporta costi minimi rispetto alla sostituzione di inverter.
Le proposte saranno ufficializzate in una prima approvazione il 29 settembre, con una definizione finale prevista a metà ottobre.
Il presidente di Arera, Stefano Besseghini, ha difeso la delibera, evidenziando l esigenza di una rete flessibile che risponda ai bisogni della trasformazione energetica.
Circa 50 mila impianti sono interessati; 18 mesi per adeguarsi; scadenze differenziate: ≥1 MW entro 28 febbraio 2026; 500 kW–1 MW entro 28 febbraio 2027; 100–500 kW entro 31 marzo 2027. Incentivi: fino a 10 mila euro per la seconda fascia; 7,5 mila euro per la terza. Più alto se l adeguamento avviene entro il 28 febbraio 2026; i pagamenti diminuiscono con il tempo.
Il mancato rispetto comporta sospensione degli incentivi Gse, perdita della valorizzazione dell energia immessa, possibile disconnessione dall sistema e decadenza dalle convenzioni attive.