Rinnovabili, accumuli e contratti lunghi: una via per tagliare la dipendenza dal gas
giovedì 5 novembre 2026
Elettricità Futura propone un cambio di paradigma: non è contrario al gas, ma vuole ridurre la dipendenza dalla sua volatilità. L’obiettivo è un sistema energetico più orientato a energie rinnovabili, accumuli e contratti di lungo termine, mantenendo il termoelettrico come elemento di sicurezza e stabilità della rete.
Le misure contestate riguardano interventi come il dl Bollette, l’aumento dell’Irap e il nuovo “Topé” sul prezzo del gas. EF ritiene che, insieme ad altre misure, possano gravare sul settore per circa 6-7 miliardi in un solo anno e incidere sui costi anche per i produttori e i fornitori che offrono prezzo fisso. Criticano inoltre la proroga delle tutele graduali e l’articolo 78 sui CfD idroelettrici, temendo un effetto a catena sui mercati e sulla bancabilità degli investimenti a lungo termine. Il confronto si è acceso anche sul dialogo con il governo e sulle indicazioni di Consigli non sempre allineati agli impatti industriali.
La frattura con Confindustria Energia è caratterizzata dall’uscita di EF dall’associazione, pur dichiarando disponibilità a collaborare sui temi comuni. Eni ha espresso dubbi sull’uscita, mentre EF fa notare una diversa lettura delle dinamiche energetiche e del ruolo dell’elettricità nel sistema. Alcune posizioni degli altri attori, come il Tavolo della domanda, restano favorevoli al dialogo con imprese e governo, evidenziando un panorama competitivo e diversificato di opinioni.
Ridurre la dipendenza dal gas non significa eliminare il gas immediatamente. EF chiede di rendere il gas marginale preparando un mix elettrico capace di coniugare costo minimo e affidabilità. Viene citato l’esempio dell’Australia: in ore di punta, il gas potrebbe incidere solo in pochi casi, riducendo i prezzi all’ingrosso. L’associazione segnala circa 150 GW di progetti in attesa e oltre 55 GW fermi per permessi, chiedendo accelerazioni su Fer X e Fer Z, potenziamento delle reti e sviluppo di batterie e pompaggi. Propone anche l’ammodernamento dell’idroelettrico e la creazione di un nuovo mercato della capacità per la sicurezza e la flessibilità del sistema.
Prezzi fissi e investimenti: EF sostiene il disaccoppiamento tra rinnovabili e gas tramite PPA e CfD. Le offerte a prezzo fisso coprirebbero oltre il 60% delle famiglie, fino all’85% per alcune aziende, mitigando gli impatti delle oscillazioni del gas. Per gli energivori, le misure della manovra e l’estensione della Energy Release sono viste positivamente, con richieste di garanzie pubbliche, aggregazione della domanda e formazione sulle PPA per le aziende più piccole. Le stime indicano fino a 200 miliardi di investimenti aggiuntivi in dieci anni, oltre 120 miliardi di PIL in più e circa 166mila posti di lavoro in più all’anno, con risparmi in bolletta fino a 20 miliardi all’anno a regime. Per realizzarli servono regole stabili e un coinvolgimento preventivo degli operatori; EF resta aperta al dialogo con altre associazioni e soggetti consumatori per un percorso comune.