• REPowerEU: luci e ombre sull’attuazione europea

    giovedì 10 settembre 2026

    La Corte dei conti europee valuta l’attuazione di REPowerEU come critic­a: evidenzia carenze in investimenti, monitoraggio, rinnovabili e interconnessioni, pur riconoscendo progressi nella riduzione delle forniture dalla Russia.

    Il rapporto indica che il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf) e i capitoli REPowerEU nei Pnrr nazionali non possono essere considerati il motore principale per raggiungere gli obiettivi del piano.

    Sul fronte russo, le importazioni di petrolio si sono ridotte da 112,5 milioni di tonnellate nel 2021 a 12 nel 2024 e quelle di gas da 153 a 38 miliardi di metri cubi; il crollo del petrolio è attribuito anche alle sanzioni, mentre il gas è stato parzialmente compensato da fornitori come Norvegia e Stati Uniti.

    La Commissione viene criticata per attribuire in modo troppo generico il calo delle importazioni russe al REPowerEU: hanno pesato anche inverni miti e la contrazione dei consumi domestici e industriali.

    Le misure Rrf-REPowerEU non hanno, secondo l’audit, svolto un ruolo chiave; nel 2024 le importazioni di Gnl russo sono aumentate del 67% rispetto al 2021 (da 12 a 20 bcm).

    Gli investimenti stimati erano circa 300 miliardi entro il 2030, ma gli Stati hanno impegnato solo 54,3 miliardi, l’18% della somma disponibile; resta incerto se il divario si colmerà con ulteriori investimenti pubblici o privati.

    Sul fronte delle rinnovabili, l’obiettivo di 103 GW di potenza aggiuntiva (62 GW fotovoltaici, 41 GW eolici) è stato molto meno raggiunto: la Corte individua solo 1,6 GW in 12 misure su 45 dotate di obiettivi chiari; molte altre misure misurano spesa o contratti, non potenza installata. Governance debole: solo il 35% delle misure Rrf è richiamato nei Pniec e 16 Stati su 27 hanno adeguato i contributi alle rinnovabili.

    Le interconnessioni elettriche rappresentano un’occasione mancata: il regolamento prevedeva almeno il 30% dei costi per interventi transfrontalieri, ma solo tre misure Rrf mirate agli interconnettori; la definizione ampia di “effetto transfrontaliero” ha classificato come tali interventi anche impianti interni a uno Stato. Su 27 interventi analizzati, 18 avevano ritardi o erano ritirati.

    In Italia, uno dei cinque Paesi analizzati in modo approfondito, il capitolo REPowerEU valeva 11,18 miliardi di euro (17,1% del totale UE): riforme autorizzative attuate, ma alcune infrastrutture sono state cancellate o posticipate; altri progetti sono in corso, mentre alcuni effetti si manifesteranno oltre la durata del Rrf.

    La replica della Commissione indica che il Rrf è stato catalitico, accelerando progetti e contribuendo significativamente alla riduzione della dipendenza dal gas russo; la stima indicata supera i 20 GW di potenza rinnovabile aggiuntiva e circa il 92% delle milestone è stato raggiunto o è in linea con i tempi entro aprile 2026.