Quanta energia solare potrebbe entrare in Europa senza tagli
giovedì 9 luglio 2026
Uno studio stima che l’Europa potrebbe accogliere oltre 600 GW di fotovoltaico aggiuntivo senza curtailment, se il sole avesse priorità assoluta e senza ricorrere a accumuli, scambi o gestione della domanda. È un potenziale teorico, basato su un sistema elettrico orientato al FV.
All’inizio del secolo temevamo il collasso della rete a causa della variabilità delle rinnovabili. Le reti hanno imparato a bilanciare solare ed eolico, e la quota di rinnovabili è cresciuta molto, superando in molte nazioni il 40% della produzione.
Oggi paesi come Danimarca, Portogallo, Germania e Spagna producono grandi quote da rinnovabili intermittenti senza blackout significativi, salvo problemi nella rete spagnola legati a improvvisi cali di produzione.
La resilienza è aumentata grazie all’esportazione di eccedenze tra paesi e all’uso di accumuli. Ma è cresciuto anche il curtailment: nel 2025 l’UE ha sprecato circa 12 TWh di energia rinnovabile, con Germania 9,6 TWh, Spagna 2 TWh e Francia 1,6 TWh; fuori dall’UE la Gran Bretagna ha tagliato 8,6 TWh; l’Italia resta relativamente protetta grazie a una generazione a gas flessibile che segue bene sole e vento.
Secondo Hassan Gholami, è possibile che altri 614 GW di FV vengano installati oltre gli attuali 400 GW, producendo 678 TWh senza mai curtailment. Questo scenario presume FV come fonte prioritaria e gli altri elementi si adattano alla domanda minima necessaria.
Il potenziale differisce tra paesi: nel Sud, il FV potrebbe coprire una parte significativa dei consumi (Francia fino a 85 GW; Spagna 40 GW; Italia 71 GW; Germania 108 GW, cioè tra il 20% e il 27% del consumo). Tuttavia, la primavera limita la disponibilità; nel Nord il solare coprirebbe meno, con la Norvegia attorno al 17%. Curiose eccezioni evidenziate includono Cipro, dove l’irraggiamento elevato non basta a superare i limiti di rete, e i Paesi Bassi che hanno superato le previsioni, mentre l’Est Europa resta meno avanzata.