Pulizia dei moduli fotovoltaici: rischi sul rivestimento antiriflesso
martedì 31 marzo 2026
I test condotti dal Fraunhofer CSP hanno valutato cinque detergenti disponibili sul mercato europeo, confrontandoli con l’acqua deionizzata. Alcuni prodotti possono danneggiare il rivestimento antiriflesso (ARC) del vetro dei moduli e provocare una perdita di produzione fino al 5,6%, con effetti potenzialmente permanenti.
I detergenti esaminati rappresentano soluzioni comuni sul mercato; solo uno è specifico per il fotovoltaico, gli altri sono multiuso per la pulizia dei moduli.
I campioni di vetro con ARC sono stati esposti ai detergenti per 24 ore a 55 °C in condizioni accelerate, pensate per confrontare i prodotti in modo controllato. L’obiettivo è coprire scenari reali diversi, non simulare una singola situazione.
Dopo l’esposizione, 3 su 5 detergenti degradano l’ARC, riducendo la trasmissione e la potenza del modulo. Il danno è permanente e probabilmente chimico; la rimozione è non uniforme e visibile al microscopio. Due detergenti e l’acqua deionizzata mantengono il coating sostanzialmente intatto.
Si osserva una discrepanza tra prestazioni dichiarate e certificazioni: alcuni detergenti aggressivi sono presentati come compatibili, ma i test usano standard diversi o non adeguati, creando incertezza per operatori e investitori.
Si sta sviluppando un secondo test per valutare l’efficacia pulente dei prodotti; al momento non esiste una procedura definita nel settore fotovoltaico.
Il bilancio tra pulizia e usura è delicato: detergenti che limitano l’abrasione possono provocare degrado chimico del rivestimento, con perdita netta di prestazioni. Prima di usarli su larga scala, è opportuno testarne la sicurezza ed efficacia.
Esistono soluzioni per ripristinare l’ARC, ma non sono ampiamente diffuse. Con l’aumento degli impianti e del deposito di sporco, la scelta dei detergenti resta un tema cruciale ma ancora privo di quadro di riferimento comune.