• Puglia in corsa per le rinnovabili: tempi, aree idonee e Taranto offshore

    mercoledì 7 ottobre 2026

    La Puglia è chiave per la transizione energetica italiana. L’assessore Di Sciascio invita a considerare il tempo come fattore decisivo: non vi è blocco burocratico, ma la cantierizzazione è il collo di bottiglia. Attualmente circa 6 GW sono autorizzati, ma il 54% resta da realizzare; i titoli dormienti fanno aumentare i vincoli di rete.

    Per spingere, si punta al repowering, al fotovoltaico sui tetti per almeno 1,5 GW e alle zone di accelerazione con iter abbreviati e impegni di avvio entro scadenze precise. In parallelo si rafforzano le aree idonee con vincoli temporali.

    I prossimi passi legislativi includono il piano energetico ambientale entro fine anno, il disegno di legge sulle aree idonee e le zone di accelerazione ancora in Vas. L’obiettivo è trovare equilibrio tra nuove infrastrutture e paesaggio e fissare tempi certi.

    Sulle energie zonali, Di Sciascio considera utile superare il Pun per avere prezzi più efficienti. Con una generazione di circa 26 TWh, consumo di 16 TWh ed export di 10 TWh, la Puglia potrebbe trarne benefici. Si promuovono comunità energetiche e reddito energetico per fotovoltaico sui tetti alle fasce meno abbienti.

    Taranto è vista come hub nazionale offshore: una conferenza sui 7-9 ottobre mira a creare una filiera nazionale nel Mediterraneo. Ritardi derivano da decreti Mase e tagli di fondi, ma si investe in banchine, retroporto e formazione per accelerare la transizione.

    Per l’ex Ilva, l’obiettivo è una transizione verde che mantenga l’occupazione. Possibilità di forni elettrici e idrogeno; servono decisioni rapide del governo per contemperare salute, industria e riqualificazione.