• Piemonte amplia le aree idonee alle rinnovabili: obiettivi e novità

    mercoledì 22 luglio 2026

    Entro il 2030 il Piemonte punta a quasi 5 GW di potenza rinnovabile in più rispetto al 2020. Il Consiglio ha approvato, a maggioranza, il disegno di legge sulle ulteriori aree idonee alle Fer, proposto dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati. Scopo: regole chiare e burocrazia meno onerosa per la transizione energetica.

    Il fotovoltaico non si limiterà a tetti e parcheggi: potranno essere utilizzati anche terreni agricoli coltivati, purché si conservino colture e paesaggio. L’attenzione è su zone di pregio, UNESCO e agricoltura di valore elevato.

    La norma non è liberalizzazione selvaggia: si privilegiano aree attente all’ambiente come terreni marginali, cave dismesse, discariche esaurite e coperture industriali. Si vuole equilibrare produzione energetica, agricoltura di pregio, biodiversità e paesaggio.

    Le opposizioni hanno chiesto maggiore coraggio e controlli contro speculazioni su terreni di alto pregio; la maggioranza sostiene la tutela agricola e la sostenibilità.

    Prima della votazione finale sono stati approvati sette ordini del giorno su temi: aree agricole di pregio, pannelli vicino ai binari, accumuli, sostegno ai piccoli comuni e monitoraggio dell’agrivoltaico.

    In sintesi, la legge amplia le aree idonee oltre la normativa statale e interviene su agrivoltaico, accumuli, mini-eolico, impianti flottanti, biometano, cave e compensazioni. Limiti di superficie: 0,8% della Sau regionale e 2% Sau comunale (trasformabili al 3% per autoconsumo o comunità). Agrivoltaico: monitoraggio entro 180 giorni; accumuli indipendenti ammessi; fotovoltaico flottante fino al 60% delle superfici libere negli invasi.

    Verranno estesi i margini di rispetto: l’area attorno alle bonifiche passa da 50 a 100 metri; si includono canali, zone entro 150 metri da strade principali e entro 350 metri da industrie e data center. L’obbligo di PV è esteso ai data center e ai poli logistici; requisiti su materie prime e biometano. Le comunità energetiche restano escluse dal cumulo di potenze.

    Infine, la disciplina delle compensazioni prevede una diffida prima di sanzioni in caso di inadempienza, evitando decadenza automatica.