Perdite reali del fotovoltaico: cause e azioni chiave
lunedì 2 marzo 2026
Nel 2025 la perdita media di producibilità legata a problemi di apparecchiature è del 5,08% della capacità nominale, più del doppio rispetto a cinque anni fa. L’analisi di 373 GW in esercizio (Global Solar Report 2026 di Raptor Maps) mostra che, nonostante moduli fotovoltaici sempre più efficienti, la complessità, la qualità industriale e la manutenzione erodono la produzione potenziale e riducono i ricavi, stimati oltre 5.000 dollari per MW all’anno per impianto medio.
Le perdite si manifestano anche all’avvio: in media il 4,46% al momento della messa in esercizio, segno che problemi di costruzione, collaudo e verifica della qualità pesano molto. La gestione della qualità tra proprietari e EPC è cruciale per evitare costi futuri.
Con l’età, le perdite aumentano: tra il secondo e il terzo anno crescono del 55%; entro il decimo anno si avvicinano al triplo rispetto ai primi anni. Spesso le garanzie EPC durano solo 1–2 anni, limitando le risorse per la riparazione rapida.
Nel 2025 si registra una lieve riduzione delle perdite totali, da 5,51% a 5,08%, attribuibile soprattutto a inverter più affidabili: i guasti agli inverter sono diminuiti di circa il 40% e pesano meno di un quarto del totale. Tuttavia i problemi sul lato in corrente continua (moduli, cablaggi, stringhe) restano rilevanti.
La dinamica dei guasti cambia: le perdite delle stringhe aumentano del 12,5% e quelle dei quadri di campo del 10,2%; i problemi agli inseguitori crescono del 25% e incidono circa il 14% delle perdite. Si passa da pochi guasti dominanti a molte anomalie singole ma diffuse, che se non risolte rapidamente accelerano degrado e rischi.
Tre fattori strutturali spiegano l’aumento: maggiore complessità meccanica (inseguimenti), carenza di manodopera qualificata e tassi di non conformità dei moduli al 3,36% nel 2025. Ispezioni frequenti migliorano notevolmente le prestazioni: impianti con 5 o più ispezioni all’anno mostrano circa il 3% di perdita, contro quasi il 7% con una sola ispezione. L’uso di droni autonomi in 54 GW di impianti ha permesso perdite medie intorno al 3%, dimostrando l’efficacia di ispezioni mirate e rapide.
La sfida futura non è solo aggiungere nuova capacità, ma mantenere efficiente quella esistente: con la crescita globale oltre 3 terawatt, anche piccole perdite hanno un grande impatto. Le prestazioni migliori arrivano da chi investe in dati frequenti, automazione e gestione proattiva della salute degli asset.