• Pannelli solari sui tetti: nuove semplificazioni, nuove incertezze

    mercoledì 23 settembre 2026

    Il Testo unico Fer ha snellito il permitting del fotovoltaico sulle coperture, ma molti casi restano difficili da inquadrare e troppe variabili possono far saltare la semplificazione. Vincoli paesaggistici e culturali, prevenzione incendi, norme sismiche, cabine e opere di connessione introducono continui elementi di incertezza. Per questo è stata presentata la seconda edizione della guida Solare sui tetti di Italia Solare al Ssec di Vicenza.

    Il regime autorizzativo resta articolato: attività su coperture possono essere edilizia libera, Pas o Autorizzazione unica a seconda dei vincoli. Spesso l’intervento non può beneficiare del regime più semplice e servono interpretazioni della normativa non ancora consolidate. L’articolo 7, comma 2, collega specifici vincoli al cambio di regime, mentre l’articolo 11-quater prevede pareri obbligatori ma non vincolanti da parte dell’autorità paesaggistica.

    Nei centri storici la situazione è ancora più delicata. Il DPR 31/2017 esclude dall’autorizzazione paesaggistica alcuni interventi su coperture piane non visibili e impianti integrati o aderenti alla falda, ma resta da definire cosa sia davvero integrato e come si coordini con il TU Fer. Per le zone UNESCO, l’interpretazione resta incerta: l’Allegato A può in teoria permettere l’intervento, ma non è chiaro quando serva la Pas.

    Tempi e vincoli condizionano i soggetti di piccola dimensione. RED II/RED III stabiliscono che impianti fino a 100 kW possono avere una procedura entro un mese, ma vincoli o attività particolari possono prolungare i tempi o spingere a Pas. Sull’area commerciale-industriale, anche installazioni più grandi possono accedere ai regimi semplificati, ma in pratica cabine, connessioni, attraversamenti, sismica o amianto fanno spesso ricadere nell’attività semplificata in Pas.

    La prevenzione incendi resta materia controversa: se l’edificio è soggetto al controllo dei Vigili del fuoco ma l’impianto FV non aumenta il rischio, non è chiaro se basti rimanere in edilizia libera. In caso di sovrapposizione di più discipline — paesaggio, UNESCO, sismica — manca un coordinamento chiaro. Anche su compensazioni e garanzie finanziarie permangono dubbi tra Au ed Pas.

    I Comuni riconoscono che la chiarezza normativa è solo una parte del problema: per edifici pubblici o di enti no-profit la presunzione di interesse culturale può complicare le autorizzazioni. Molti Comuni non hanno una politica energetica strutturata e la mancanza di competenze rischia di rallentare le semplificazioni: serve maggiore coerenza tra livello nazionale, regionale e comunale e risorse per applicare le regole.