Pagamenti per Mancata Produzione da Rinnovabili: una Nuova Tutela
mercoledì 9 aprile 2025
La delibera ARERA 128/2025, entrata in vigore ad aprile 2025, introduce una significativa novità nel settore delle energie rinnovabili italiane. Si tratta della remunerazione per la mancata produzione di energia da fonti rinnovabili non programmabili (come il fotovoltaico), dovuta a limitazioni imposte dalla rete elettrica (curtailment).
Precedentemente, questo tipo di compensazione era previsto solo per l'energia eolica. La nuova delibera estende la tutela a tutte le rinnovabili non programmabili, indipendentemente dalla loro dimensione, eliminando le precedenti franchigie sull'energia non prodotta a causa di problemi di rete.
La remunerazione sarà calcolata in base al maggiore tra i costi aggiuntivi sostenuti dal produttore e le entrate nette perse sul mercato, considerando il prezzo del Mercato del Giorno Prima (MGP). Il GSE si occuperà del calcolo della producibilità, utilizzando modelli previsionali e dati specifici per ogni tipologia di impianto.
Il costo della remunerazione sarà coperto dal corrispettivo "pwind" (previsto dal TIDE) e incluso nel costo del dispacciamento. È previsto un periodo transitorio fino al 31 gennaio 2026, con piena integrazione nel TIDE dal 1° febbraio 2026.
L'effettivo impatto per i produttori dipenderà dalla tempistica degli ordini di modulazione da parte di Terna. Se l'ordine arriva prima della chiusura del MGP, la mancata produzione sarà meglio remunerata, grazie a prezzi di mercato più elevati. Al contrario, se l'ordine arriva dopo, la remunerazione sarà inferiore, potenzialmente vicina allo zero.
Questa misura era attesa da tempo, soprattutto in previsione dei periodi di elevata produzione da solare ed eolico, come i ponti primaverili, quando la domanda è inferiore e il rischio di curtailment è più alto. La delibera risponde alle preoccupazioni legate all'aumento della produzione da fonti rinnovabili e all'inadeguatezza di alcune parti della rete elettrica.
La nuova normativa si allinea alle direttive europee e integra il Fer X, garantendo una maggiore protezione ai produttori di energia rinnovabile, in particolare per quanto riguarda i PPA (Power Purchase Agreement). Sebbene la mancata produzione non venga remunerata al valore concordato nel PPA, ma al prezzo di mercato, la delibera contribuisce a ridurre i rischi associati al curtailment e a promuovere la diffusione dei PPA.