Olivi, rinnovabili e una proposta leghista: cosa potrebbe cambiare
martedì 16 giugno 2026
Un emendamento al ddl Sviluppo agricolo proposto dal leghista Mirco Carloni mira a vietare l’espianto degli olivi solo quando serve a realizzare nuovi impianti. L’emendamento aggiunge l’articolo 1-bis, «Tutela degli oliveti destinati a regimi di qualità», al decreto legislativo del 1945. In pratica, si intende creare una norma specifica che tuteli gli olivi di pregio destinati a regimi di qualità durante eventuali interventi che comportino consumo di suolo.
L’esame in commissione Agricoltura dovrebbe terminare il 17 giugno e quindi passare all’aula. Restano da capire le sorti dell’emendamento e se sarà approvato.
Le prime reazioni non si fanno attendere. Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, lo definisce “ideologico”: se approvato, potrebbe fermare le rinnovabili, ma non impedirebbe l’espianto per altre opere. L’emendamento rischia di replicare errori del passato che hanno bloccato il fotovoltaico a terra senza impedire l’uso del suolo per infrastrutture diverse.
Anche il Coordinamento Free critica la misura: sostiene che la tutela degli olivi pregiati deve valere a prescindere dall’opera che provoca l’espianto, e non escludere altri usi energetici o infrastrutturali del territorio. Secondo Free, la norma appare selettiva contro le rinnovabili: gli oliveti possono convivere con la produzione agricola se pianificate correttamente, contribuendo al reddito e a ridurre i costi energetici. In definitiva, proteggere gli olivi è giusto, ma farlo solo contro le rinnovabili è sbagliato.