• Obiettivo 2040 UE: taglio grande delle emissioni con margini di flessibilità

    martedì 10 febbraio 2026

    L’Unione Europea stabilisce una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% entro il 2040 rispetto al 1990, con margini di flessibilità per gli Stati membri.

    L’ok è arrivato in plenaria dell’Europarlamento con 413 voti favorevoli, 226 contrari e 12 astensioni.

    Viene introdotto un target intermedio vincolante per il 2040, accompagnato da strumenti di flessibilità. Dal 2036 (con possibile fase pilota 2031-2035) si potranno utilizzare ampiamente crediti internazionali di alta qualità fino al 5% dell’obiettivo, riducendo il target reale di riduzione domestica a circa l’85% rispetto al 1990.

    Sarà possibile utilizzare ulteriori crediti fino al 5% dei propri obiettivi climatici post-2030. In questo modo l’UE potrà realizzare progetti in paesi terzi (energia rinnovabile, riforestazione) e conteggiare le emissioni evitate nel target europeo del 2040.

    Il 9 febbraio la Commissione europea ha avviato due consultazioni pubbliche aperte fino al 4 maggio: sull’uso dei crediti internazionali di CO2 e sugli impegni climatici nazionali post-2030.

    Critiche delle associazioni ambientaliste e del Comitato scientifico europeo contro la delocalizzazione di progetti verdi e le difficoltà di rendicontazione oggettiva delle emissioni evitate. I crediti saranno ammessi solo in settori non regolamentati dall’ETS e solo da Paesi partner le cui politiche siano compatibili con l’Accordo di Parigi.

    Sarà possibile utilizzare assorbimenti permanenti di CO2 a livello nazionale per compensare emissioni difficili da ridurre nell’ambito dell’ETS, ad esempio tramite tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio associate a biomassa (Bioenergy with Carbon Capture and Storage, Bio-CCS).

    La data di inizio delle aste del nuovo ETS 2, che comprende emissioni legate a combustibili fossili in edifici e trasporti, è stata spostata dal 2027 al 2028.

    La Commissione valuterà i progressi verso l’obiettivo 2040 ogni due anni, basandosi su dati scientifici, avanzamenti tecnologici e sull’impatto su competitività, prezzi energetici e sulle famiglie e imprese.

    Dopo eventuali revisioni, potrebbe proporre modifiche alla Climate Law per rafforzare l’obiettivo o introdurre misure aggiuntive per la competitività, la prosperità e l’unità sociale.

    Resta da ottenere solo l’approvazione del Consiglio; l’entrata in vigore avverrà 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.