• Nuovo quadro per le concessioni idroelettriche valdostane

    lunedì 18 maggio 2026

    La prima commissione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha espresso parere favorevole all’attuazione dello Statuto speciale sulle concessioni di derivazione d’acqua. L’obiettivo è definire un nuovo modello di gestione della grande idroelettricità, con scadenze, procedure e criteri chiari per chi può ottenere le concessioni.

    La Regione dovrà entro 12 mesi adottare una legge specifica che disciplini le procedure di concessione, i requisiti dei concessionari e i criteri di assegnazione. Le concessioni avranno durata massima di 40 anni, prorogabili di altri 10 in relazione agli investimenti e alla complessità dei progetti. Le assegnazioni potranno avvenire tramite gara pubblica, partenariati pubblico-privati, società miste o via “in house” (la strada indicata dal Governo, attenzione anche per il Veneto).

    È previsto che i concessionari forniscano una quota annua gratuita di energia da destinare a servizi pubblici e a determinate categorie di utenti; anche questa idea è presente in Piemonte con il modello della “idro release”. È prevista inoltre una rinnovata consultazione con Arera.

    Attualmente sono 29 le concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029, tutte appartenenti a Cva, su 32 totali. Per quanto riguarda la potenza, sono in gioco 930 MW su 938 MW complessivi. Oggi la Valle d’Aosta dispone di circa 1.119 MW di idroelettrico distribuiti in 224 impianti.

    Secondo il presidente della commissione, Marco Viérin, questa norma rafforza l’autonomia regionale nella gestione di una risorsa strategica come l’acqua, soprattutto per le grandi derivazioni. Il quadro permette di definire regole su assegnazione nel rispetto dei principi europei e nazionali, ma con maggiore aderenza al territorio. Le concessioni sono in scadenza e il Consiglio di Valle deve avviare subito un lavoro mirato per gestire una fase decisiva per il futuro energetico.

    L’iter prevede che lo Statuto speciale, approvato nel 1948, preveda una procedura specifica: una commissione paritetica Stato-Regione elabora i testi attuativi, poi il ministro per gli Affari regionali li invia al Consiglio regionale. Il documento passa dall’aula per il parere, viene rinviato al dicastero e, infine, adottato mediante decreto legislativo dal Consiglio dei ministri. In Valle d’Aosta manca ancora il via libera dell’aula; il provvedimento dovrebbe essere discusso nella prossima settimana.