Nuovo orientamento sull’iperammortamento e attese per Transizione 5.0
venerdì 13 marzo 2026
Il ministero dell’Economia ha annunciato che un provvedimento legislativo imminente modificherà la legge di Bilancio 2025, intervenendo sulle norme dell’iperammortamento (art. 1, commi 427-436). In particolare, verrà eliminato il vincolo che limita il beneficio ai beni prodotti in Europa o negli Stati aderenti all’Area SEE. L’annuncio, definito dai media come un 'comunicato-legge', non cita tuttavia il comma 429, che regola le tipologie di beni agevolabili.
Il comma 429 definisce le diverse tipologie di beni ammissibili all’iperammortamento. Tra questi rientrano i ‘beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili’ per l’autoconsumo, che includono moduli fotovoltaici conformi a standard specifici: moduli e celle UE con efficienza di cella almeno 23,5%; oppure moduli UE con celle bifacciali o tandem, prodotte in UE, con efficienza di cella almeno 24%. La nota del Mef non chiarisce se la cancellazione del requisito di ‘made in UE’ riguarderà anche tali disposizioni.
Il viceministro Maurizio Leo ha spiegato che il governo punta a esaminare la norma nel prossimo Consiglio dei ministri. Se verrà eliminato il vincolo ‘made in UE’, l’iperammortamento per il periodo 2026-2028 potrebbe ripartire concretamente.
Anche Transizione 5.0 è al centro dell’attenzione nel Dl Fiscale. Il ministro Adolfo Urso ha detto che il decreto dovrebbe includere misure per la coda di richieste, poiché le risorse europee del PNRR, già rimodulate a 2,5 miliardi e integrate con 250 milioni, non bastano. In una riunione del 20 novembre, con Giorgetti e Foti, è stato promesso di coprire tutte le istanze legittime, con ulteriori circa 1,3 miliardi di euro disponibili. L’obiettivo è che il Dl Fiscale sia emanato nel prossimo CdM per garantire continuità e certezze alle imprese che hanno scelto di investire.
La situazione ha suscitato reazioni critiche: Luigi Nave ritiene che siano stati sprecati tre mesi e che Transizione 5.0 non vedrà la luce prima della primavera. Legacoop aggiunge che, nonostante gli interventi in legge di Bilancio, le pratiche 5.0 restano inevase e che la debole economia italiana rischia di frenare se gli investimenti si bloccano.