Nuovo fronte sul fotovoltaico: timori e alternative per abbassare le bollette
giovedì 29 gennaio 2026
Il dibattito sullo spalma incentivi del fotovoltaico sta preoccupando gli operatori. Italia Solare ha scritto alla premier Giorgia Meloni denunciando gravi criticità nella bozza del dl Energia-Bollette 2026, e circolano indiscrezioni su una versione ancora peggiore per gli impianti in Conto Energia.
Lo spalma incentivi riguarda impianti fotovoltaici oltre 20 kW che hanno tariffe fisse I, II, III e IV del Conto Energia. Nella bozza, l’incentivo 2026-2027 verrebbe dimezzato; il 50% verrebbe restituito come credito in dieci rate annuali dal 2028, con rate aumentate da un tasso di interesse deciso dal Gse.
In parallelo si prospetta l’uscita facoltativa dal Conto Energia dal 1° gennaio 2028, fino a un contingente massimo di 10 GW, in cambio di corrispettivo (assegnato tramite asta) e di semplificazioni, ma a condizione di interventi di repowering con caratteristiche specifiche.
Italia Solare definisce lo spalma incentivi un ulteriore intervento retroattivo che potrebbe aumentare la diffidenza di banche e investitori. Tra gli effetti negativi emergerebbero l’aumento dei prezzi dell’elettricità e il rischio di contenziosi, come accadde nel 2014.
Secondo le stime, nel 2026-2027 si otterebbe una riduzione media delle bollette di circa 1 centesimo a kWh, prendendo a confronto bollette residenziali superiori a 30 ct/kWh e aziende oltre 25 ct/kWh. Il governo spinge su una riduzione dei costi energetici per le imprese.
Italia Solare propone invece soluzioni più efficaci: accelerare lo sviluppo del fotovoltaico in autoconsumo e nella piena immissione in rete, potenziare gli accumuli; misure che, a breve e lungo termine, ridurrebbero le bollette e favorirebbero occupazione, senza strumenti retroattivi che penalizzino un comparto in crescita.