• Nuovi strumenti energetici per famiglie e imprese

    mercoledì 28 ottobre 2026

    Nel Consiglio dei ministri oggi si discuterà del decreto Bollette bis e di una nuova energy release destinata alle aziende non energivore. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha anticipato le anticipazioni a Confindustria Energia a Roma.

    Per la Manovra si valuta di utilizzare i 14 miliardi derivanti dalla clausola di salvaguardia nazionale con una soluzione simile all’energy release. Sarà riservata alle imprese non energivore, in particolare i contratti in media tensione (circa 100 mila aziende), con possibilità di estensione anche ai contratti a bassa tensione a 16,5 kW, a seconda delle risorse disponibili. Non è stata menzionata l’ipotesi di prorogare l’Irap maggiorata per le imprese energetiche, una questione che resta tra Palazzo Chigi e il ministero delle Finanze.

    Si lavora anche a un’“idro release”: nuovi investimenti idroelettrici legati alla clausola di salvaguardia con concessioni ai gestori uscenti per terminare un programma di investimenti. In cambio, gli operatori cederebbero parte della propria energia a prezzi calmierati per specifiche categorie di consumatori, con possibili aiuti pubblici e il rifinanziamento del Conto Termico 3.0.

    Il decreto prevede lo “tope” al prezzo del gas per le centrali termoelettriche, fissato a circa 59-60 euro per MWh. L’applicazione sarebbe affidata ad ARERA e la misura, stimata tra uno e due miliardi di euro, punta a ridurre i costi senza trasformare l’Italia in esportatore netto di energia. Eurelectric avverte che un tetto al gas potrebbe portare all’esportazione di elettricità prodotta da fonti fossili sovvenzionate.

    Infine, sui tempi del nucleare, i decreti attuativi della legge delega dovrebbero essere presentati entro l’inizio di dicembre. Si punta a un “modello libero” di autorizzazioni: regole di base e vincoli, senza definire aree idonee, con possibilità di gestioni private, miste o pubbliche.