Nuovi obiettivi rinnovabili per l’Italia entro il 2030
giovedì 22 gennaio 2026
L’Italia ha ufficialmente recepito la direttiva UE sulle energie rinnovabili, fissando l’obiettivo nazionale al 2030: 39,4% dei consumi finali lordi da fonti rinnovabili. L’intervento è stato pubblicato in Gazzetta il 20 gennaio.
Per i settori energivori, si punta a una crescita significativa: nel riscaldamento e raffrescamento l’aumento annuo delle rinnovabili deve essere dell’1,1% nel periodo 2026-2030 (rispetto allo 0,8% fino al 2025). Nel contesto degli edifici, entro il 2030 la quota di energia rinnovabile prodotta in edifici o nelle loro vicinanze, contando anche l’energia da rete, dovrà raggiungere almeno il 40,1%. Negli interventi di edilizia nuova e di ristrutturazione rilevante, le rinnovabili dovranno coprire il 60% del fabbisogno di acqua calda sanitaria e dei servizi (climatizzazione inclusa). L’accesso agli incentivi per generatori termici e pompe di calore sarà legato a standard di efficienza superiori, allineati con l’Ecodesign europeo.
In ambito industriale, cresce l’impegno: l’incremento annuo della quota rinnovabile tra le fonti finali di energia è fissato in 1,6%. È prevista anche una quota del 5% della nuova potenza installata entro il 2030 destinata a tecnologie innovative, intese come soluzioni nuove o miglioramenti significativi di tecnologie rinnovabili esistenti, con chiari contenuti di rischio e sviluppo.
Nel trasporto, l’obiettivo è raggiungere almeno il 29% di energia rinnovabile nel consumo finale entro il 2030, calcolato sul contenuto energetico. Sono inclusi biocarburanti, biometano e biogas per trasporti, carburanti rinnovabili non biologici, carburanti da carbonio riciclato e l’elettricità rinnovabile immessa nel consumo, anche attraverso reti di gas. Dal 30 giugno 2026 entra in vigore l’obbligo di ricarica intelligente per i punti di ricarica standard non pubblici, con basi per la tecnologia vehicle-to-grid (V2G). È prevista trasparenza: i proprietari di veicoli elettrici avranno accesso in tempo reale a dati su stato di carica (SoC) e salute della batteria (SoH) senza costi, per valutare il valore residuo del veicolo; il decreto attuativo arriverà entro 12 mesi dall’entrata in vigore.
Una quota dei proventi ETS sarà destinata, già da quest’anno, a incentivi per combustibili rinnovabili non biologici, inclusi l’idrogeno rinnovabile, nell’industria e nel trasporto.
Sul fronte biomasse, si introduce un modello di uso a cascata e una gerarchia dei rifiuti. Vengono fortemente limitati i nuovi incentivi per impianti alimentati esclusivamente a biomassa forestale e vietato sostenerne l’uso energetico con legname di qualità industriale. Sono previste deroghe motivate per sicurezza dell’approvvigionamento, condizioni territoriali o uso di cattura e stoccaggio di CO2, con obbligo di trasparenza e notifica all’UE. I criteri di sostenibilità diventano tassativi: è vietato attingere a foreste primarie, boschi vetusti o terreni ad alta biodiversità.