Nuovi contributi a fondo perduto per il rinnovo energetico degli Esodati Transizione 5.0
lunedì 2 novembre 2026
Il ministro Adolfo Urso ha firmato un decreto che mette a disposizione circa 198 milioni di euro di contributi a fondo perduto per il triennio 2026-2028, destinati agli «esodati» di Transizione 5.0. Si tratta delle imprese che avevano ricevuto la regolarità tecnica dal Gse e il credito d’imposta, ma non avevano ottenuto fondi residui.
Il contributo riguarda le spese per impianti di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi i sistemi di accumulo, e le certificazioni necessarie a dimostrare la riduzione dei consumi e la conformità al principio DNSH (Do No Significant Harm).
La somma complessiva è di 197,7 milioni di euro, ripartita in 57,7 milioni per il 2026, 80 milioni per il 2027 e 60 milioni per il 2028. L’agevolazione è a fondo perduto e non concorre al reddito imponibile né all’Irap; sarà erogata in quote annuali proporzionate alle risorse disponibili e alle spese ammissibili entro i limiti previsti da Transizione 5.0. Se le risorse scarseggiano, i contributi sono ridotti proporzionalmente.
Le aziende beneficiarie saranno indicate in un elenco pubblicato dal MIMIT basato sui dati forniti dal Gse; dovranno presentare la domanda di erogazione con le modalità e i termini che saranno stabiliti dal prossimo provvedimento direttoriale.
Le novità principali riguardano la legge 88/2026: aumento dei fondi totali (da 537 milioni a 1,3 miliardi) e dell’importo del credito d’imposta (89,77% contro il 35%). Il credito va utilizzato in compensazione tramite F24 ed è calcolato applicando l’89,77% agli investimenti in beni elencati negli Allegati A e B della legge 232/2016 e alle spese di formazione. La componente energetica (fotovoltaico e accumuli) non rientra nel ricalcolo per il 2026. Inoltre, per investimenti realizzati entro il 31 dicembre 2025 e comunicazioni entro il 27 novembre 2025, è riconosciuto un contributo a fondo perduto proporzionale alle spese sostenute per impianti rinnovabili e sistemi di accumulo.