Nuove zone di accelerazione per il fotovoltaico in Umbria e regole di mitigazione
martedì 3 novembre 2026
Il 2 novembre si è aperto un capitolo chiaro per le energie rinnovabili in Umbria: la Corte Costituzionale deve decidere sulle aree idonee approvate con la legge regionale 7/2025, mentre la Giunta ha adottato il Piano regionale di individuazione delle zone di accelerazione per il fotovoltaico (Prizat). Il Prizat, che potrà essere aggiornato inserendo altre fonti rinnovabili, passa ora al vaglio del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.
Il piano ha superato la Valutazione ambientale strategica (VAS) ed è stato predisposto in attuazione della direttiva Red III. Garantirà tempi ridotti per l’Autorizzazione Unica, pareri paesaggistici non vincolanti e, in determinate condizioni, la non applicazione della Via. L’obiettivo è accelerare la transizione energetica, offrire certezza alle imprese e tutelare i territori, riducendo la burocrazia dove l’impatto ambientale è sostenibile.
La Regione ha concluso una consultazione sul piano il 21 giugno 2026 e ha lanciato un portale per aree idonee e di accelerazione. Secondo l’assessore all’Ambiente e all’Energia, Thomas De Luca, le zone di accelerazione rappresentano un vero cambiamento di paradigma, offrendo un’opportunità concreta per la transizione verde dell’Umbria con tempi di approvazione più rapidi, pur non diventando aree in cui tutto è consentito.
Le zone di accelerazione sono state individuate con rigore per minimizzare il consumo di suolo: comprendono aree industriali di 5.836 ettari, cave dismesse di circa 39 ettari, coperture di edifici (non quantificate) e il SIN di Terni-Papigno. L’obiettivo è fornire agli operatori un quadro normativo chiaro per investire senza incorrere in contenziosi burocratici.
Tra le novità operative, si prevede il superamento della Via per progetti in accelerazione se integrano le prescrizioni Vas; pareri paesaggistici obbligatori ma non vincolanti per impianti in Autorizzazione Unica o in procedura semplificata; rilascio del titolo anche in assenza di pareri entro i termini di legge. Rinnovabili e paesaggio possono coesistere grazie a questo approccio, che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese e territorio.
Mitigazioni principali per i progetti in aree di accelerazione: moduli su pali senza fondazioni in calcestruzzo, nessun sbancamento invasivo, tutela del deflusso delle acque, scavi per cablaggi inferiori a 1 metro, lavori pianificati fuori dai periodi sensibili, pannelli ad altezza 0,8–1 metro per favorire il microclima e la copertura erbacea, corridoi ecologici per piccoli animali, divieto di diserbanti e assenza di illuminazione notturna, oltre a prescrizioni architettoniche sui colori e sul posizionamento per tutelare il paesaggio.
In sintesi, il modello umbro punta a una transizione energetica rapida ma responsabile, dove rinnovabili e tutela del territorio convivono grazie regole chiare, controlli mirati e collaborazione tra pubblico, imprese e comunità.