• Nuove risorse e contributi per Transizione 5.0 nel dl carburanti-bis

    mercoledì 8 aprile 2026

    Il governo interviene con il decreto legge 42/2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 4 aprile, per correggere il dl fiscale 38/2026 e potenziare le misure di Transizione 5.0. Il provvedimento è seguito dall’avvio della conversione parlamentare, con la discussione al Senato ancora in itinere. Il dl introduce misure urgenti sui prezzi dei carburanti e sostiene le imprese coinvolte nella Transizione energetica, prorogando ad esemplare 1° maggio il taglio delle accise sui carburanti per autotrazione.

    La novità principale riguarda l’art. 8: le risorse complessive disponibili aumentano da 537 milioni a 1,3 miliardi di euro e il credito d’imposta, originariamente al 35%, viene innalzato al 89,77% per le cosiddette “esodate” di Transizione 5.0 che avevano già presentato le comunicazioni previste dal dl 19/2024 e ottenuto la controllo tecnico dal Gse ma senza copertura finanziaria. Il perimetro di calcolo resta legato agli investimenti in beni strumentali indicati negli allegati A e B della legge 232/2016 (beni 4.0), includendo le spese di certificazione.

    Il Gse dovrà comunicare alle imprese interessate entro il 30 aprile 2026 l’importo del credito effettivamente utilizzabile, che deve essere impiegato in compensazione tramite F24. L’intervento mantiene ferma la componente energetica degli investimenti (fotovoltaico e accumuli) fuori dal ricalcolo 2026, come previsto dagli allegati citati.

    Novità per fotovoltaico e accumuli: il dl aggiunge il comma 3-bis che attribuisce un contributo alle stesse imprese che hanno investito entro il 2025 e chiesto il beneficio T5 entro il 27 novembre 2025. Il contributo è proporzionale alle spese sostenute per impianti di autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo, inclusi sistemi di accumulo, e per le certificazioni contabili e DNSH (non arrecare un danno significativo all’ambiente).

    Il plafond massimo è di 57,7 milioni di euro per il 2026, 80 milioni per il 2027 e 60 milioni per il 2028. Il contributo non può superare l’importo del credito d’imposta richiesto con le comunicazioni per le stesse spese. L’erogazione sarà gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla base delle informazioni del Gse e delle modalità definite con apposito decreto.

    In più, il decreto potenzia il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, autorizzando una spesa aggiuntiva di 175 milioni di euro per il 2027 e importi decrescenti fino al 2031.