Nuove regole sul costo dell’energia: innovazioni, proroga e tutele
mercoledì 1 aprile 2026
Il Dl Bollette è stato approvato dalla Camera con fiducia ed entro il 21 aprile deve passare al Senato per la conversione. Il testo rivede le norme su fotovoltaico, bioenergie, Ppa e data center, confermando invece l’articolo 6 su ETS e costi del gas. Le novità principali riguardano le tutele dei consumatori, le rinnovabili e la proroga del carbone.
Carbone fino al 2038: la proroga del phase-out al 31 dicembre 2038 è stata difesa dalla maggioranza come misura di sicurezza energetica, ma è stata fortemente criticata dall’opposizione e da molte associazioni ambientaliste, che la ritengono dannosa per gli obiettivi climatici e potenzialmente illegittima costituzionalmente.
Ets e gas: l’articolo 6 resta sostanzialmente invariato. Il meccanismo dei rimborsi per i produttori termoelettrici resta legato sia ai costi ETS sia a componenti del trasporto gas, con regime effettivo dal 2027 subordinato all’autorizzazione UE sugli aiuti di Stato. Si aggiunge un nuovo comma 6-bis per incentivare il trasferimento del trasporto merci dalla strada a ferrovia e mare nel contesto ETS.
Stop al telemarketing: una novità significativa è il divieto di telemarketing e teleselling per luce e gas entro 60 giorni dall’entrata in vigore, salvo consenso esplicito. I contratti violatori diventano nulli; le bollette devono indicare l’intermediario e una dicitura standard sul contributo da 115 euro per il bonus sociale; il bonus è esteso al teleriscaldamento dal 2026.
Fotovoltaico: repowering facilitato. La soglia di incremento della producibilità per accedere agli interventi scende al 30% (da 40%), permettendo più interventi su impianti a terra in uso agricolo o altri siti, con obbligo di moduli ad alta efficienza iscritto al registro ENEA.
Bioenergie: l’articolo 5 è stato rivisto. Il sistema PMG si basa su ore equivalenti incentivabili semestralmente, differenziando impianti asserviti (coincidono con il processo) e non asserviti (criteri di flessibilità). Rinuncia al vecchio sistema entro il 31 dicembre 2029. Aumentano i tassi di spesa: biogas a 160 milioni nel 2026, biomasse a 582,4 milioni.
Riforma delle connessioni: l’articolo 7 introduce snellimenti, con scadenze obbligatorie per Pas e valutazione di incidenza entro 90 giorni. Si estendono semplificazioni alle reti di distribuzione; i gestori devono pubblicare le scadenze. Preoccupazioni sull’automatismo che potrebbe colpire progetti avanzati, chiedendo clausole di salvaguardia.
Garanzie Ppa e IRAP: le garanzie pubbliche scendono al 70% e restano a 250 milioni l’anno per il 2026-2027, gestite da Mase/Mef con Gse e Sace in ruolo ausiliario. L’IRAP per le aziende energetiche viene chiarita: acconto calcolato includendo la maggiorazione del 2%, entro una base normativa allargata.
Data center: la procedura unica si estende all’intero ciclo di vita degli impianti, con possibilità di avvio di progetti tramite connessione temporanea e verifica urbanistica integrata. Alta priorità alla gestione centralizzata; ruolo delle regioni è definito per connessioni complesse.
Valutazioni ambientali: possibilità di un giudizio unico di Via per progetti complessi e fasi successive, con uso di stime e modelli quando dati non disponibili. Verifica obbligatoria prima dell’ingresso operativo e possibilità di revisione se servono correzioni. Procedura applicabile anche ai procedimenti in corso entro 60 giorni.