• Nuove regole europee sul Made in Europe e potenziali limiti per i prodotti USA

    martedì 15 settembre 2026

    L’Industrial Accelerator Act (Iaa), proposto dalla Commissione europea, mira a introdurre il criterio Made in Europe per accedere a appalti pubblici e sostegni statali. Una bozza di relazione sull’Iaa segnala che l’equivalenza con i prodotti USA potrebbe essere limitata, imponendo condizioni più rigorose per chi usa fondi pubblici.

    Per i settori chiave, i requisiti includono tappe precise: nel fotovoltaico, entro tre anni inverter e celle solari dovranno essere europei; le batterie dovranno essere assemblate nell’UE, e per impianti superiori a 1 MWh anche il Battery Management System (BMS) dovrà essere di origine comunitaria. Dopo tre anni, occorrerà origine europea anche per le celle e un altro componente principale; le auto elettriche dovranno essere interamente assemblate nell’Unione, con almeno tre componenti chiave della batteria europei e almeno il 70% del valore non legato alla batteria proveniente dall’UE.

    Un terzo criterio, l’Equivalent Union Origin Content, prevede che i componenti importati da Paesi terzi con accordi commerciali con l’UE siano automaticamente considerati equivalenti. Tuttavia i relatori propongono un sistema opt-in per i partner, subordinato al rispetto dell’Accordo di Parigi. Poiché il presidente USA Trump ha ritirato gli Stati Uniti dall’accordo nel 2025 (effettivo dal 27 gennaio 2026), i prodotti USA rischiano di non soddisfare questa equivalenza, e potrebbero essere esclusi partner senza meccanismi di prezzo del carbonio o misure equivalenti.

    La bozza prevede anche una quota Made in Europe al 50% entro il 2036 per materiali strategici come cemento e acciaio impiegati in progetti pubblici, con ulteriori norme sul contenuto locale. Il testo è ancora in modifica in Commissione e in plenaria prima della definizione definitiva della posizione UE e dei negoziati con il Consiglio.

    Contesto generale: misure protezionistiche non sempre producono gli effetti attesi. Ad esempio, i dazi sull’auto elettrica cinese hanno avuto effetto parziale: la quota cinese in Europa è diminuita, ma aziende occidentali trasferiscono produzione in UE e i prezzi cinesi restano competitivi; negli USA nuovi dazi sui pannelli solari potrebbero intensificarsi se si confermano condizioni favorevoli alle industrie interne.