Nuove regole europee sugli aiuti alle rinnovabili: maggiore flessibilità e semplificazioni
giovedì 26 febbraio 2026
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di nuovo Regolamento generale di esenzione (GBER) degli aiuti di Stato, aperta fino al 23 aprile. L’obiettivo è offrire maggiore flessibilità e semplificazioni per sostenere le energie rinnovabili e ridurre gli ostacoli burocratici alle imprese.
Le novità principali per le rinnovabili includono l’eliminazione del cap annuo di 300 milioni di euro per ciascun Stato membro e l’introduzione di un massimale di 30 milioni di euro per ogni progetto. È ora possibile fornire sostegno per lo stoccaggio di energia elettrica e termica stand-alone, senza che l’impianto rinnovabile debba essere direttamente collegato al sistema di storage. Inoltre, gli Stati membri potranno determinare l’importo del sostegno alle infrastrutture energetiche in base a percentuali di intensità di aiuto, oltre alle opzioni esistenti di gara competitiva o calcolo del deficit di finanziamento.
Altre modifiche significative riguardano misure semplificate per aiuti di modesta entità destinati a progetti o attività specifiche (ricerca e sviluppo, tutela dell’ambiente), indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa. Si introducono strumenti più flessibili per le PMI, anche sotto forma di trattamento fiscale agevolato. Le norme sono aggiornate per stimolare l’innovazione e, ad esempio, non escludono più dalle agevolazioni le imprese giovani o innovative con bassa posizione patrimoniale o che attingono riserve di liquidità per lo sviluppo di prodotti. Viene anche prevista una maggiore incentivazione della riqualificazione e del miglioramento delle competenze dei lavoratori.
Oltre alla consultazione, il progetto di regolamento sarà esaminato nelle future riunioni tra la Commissione e gli Stati membri. L’adozione è prevista entro la fine del 2026, prima della scadenza dell’attuale regime il 31 dicembre 2026. In generale, il regolamento chiarisce quali categorie di aiuti di Stato sono compatibili con le norme UE e sono esentate dalla notifica preventiva, purché rispettino condizioni per limitare la distorsione della concorrenza. L’obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi e rendere l’applicazione più chiara e accessibile per le imprese.