Nuove regole dell’agrivoltaico e la sfida della continuità agricola
martedì 10 febbraio 2026
All’evento organizzato da QualEnergia.it a Fieragricola, si è discusso della nuova definizione legislativa di agrivoltaico e del problema centrale: come dimostrare nel tempo la continuità agricola e l’obiettivo di mantenere almeno l’80% della PLV.
Un aiuto all’agricoltura: secondo Gentili, l’agrivoltaico, se ben fatto, può rafforzare reddito e resilienza delle aziende agricole in crisi climatica ed economica; ma deve conservare la funzione produttiva del terreno.
Le novità introdotte dal Dl 175/2025: il Dl definisce l’agrivoltaico e permette impianti su terreni agricoli anche fuori aree idonee; requisiti: continuità agricola, moduli elevati, asseverazione tecnica, mantenimento di PLV ≥80%; controlli nei primi cinque anni, sanzioni, obbligo di ripristino; passa da criteri puramente geometrici a parametri agricoli ed economici.
I dubbi sulla Plv: l’80% è difficile: la PLV dipende da prezzo e filiere; come calcolare la superficie di riferimento e l’impatto di recinzioni e superfici occupate; rischio di forzare cambi colturali; regime transitorio e coordinamento tra norme 2022; possibili interpretazioni regionali.
Indicatore impossibile e incognita controlli: Beltrami: la PLV è previsione; sarebbe stato più logico usare rese ma non garantibili; asseverazione comporta responsabilità; dopo 5 anni, la continuità è trentennale; i Comuni non hanno competenze per verificare PLV e bilanci; controlli possibili: fascicolo aziendale, Pac, sopralluoghi; distinguere dichiarativo da giustificato in esercizio.
I conti per gli agricoltori: progetti coinvolgono proprietario, impianto, conduttore, contoterzisti; 51% terreni in affitto; terreno resta agricolo se coltivato; introiti diritto di superficie: 3.000–3.500 €/ha/anno, netti 2.100–2.500; costi: ore di lavoro, riduzione seminativo, manutenzioni, O&M, assicurazioni; costi crescenti; in aree Dop/Igp l’impatto del diritto di superficie è minore; in agricoltura estensiva può essere decisivo.
Equilibri possibili: non è automatico che sia la scelta giusta; relazione tra energia e agricoltura è complessa; in contesti poco ricchi e con contratti ben strutturati, l’agrivoltaico può sostenere la continuità; la definizione aggiornata mira a flessibilità pur evitando l’agrivoltaico di facciata; ruoli chiave agronomo e progettista; la sfida è tradurre criteri ancora ambigui in prassi pratiche, evitando incertezze normative.