Nuove prove sull’affidabilità dei moduli fotovoltaici nel 2026
mercoledì 27 maggio 2026
Il PV Module Reliability Scorecard 2026 di Kiwa PVEL rivela nuove ombre sull’affidabilità dei moduli fotovoltaici: l’87% dei produttori ha almeno un difetto in uno dei test del Product Qualification Program (PQP) e il 61% delle distinte BOM (Bill of Materials) ha subito una bocciatura. Pur emergendo prestazioni molto elevate da parte di alcuni marchi, aumenta la frequenza dei problemi e si accentua la variabilità tra materiali, tecnologie e stabilimenti.
Kiwa evidenzia l’importanza dei test a livello di BOM, perché moduli con lo stesso codice modello possono essere assemblati con componenti diversi, con impatti significativi sulle prestazioni reali. Questa variabilità riguarda redditività, sostenibilità e fiducia degli investitori, tema discusso anche nel workshop di Rimini sull’affidabilità dei moduli low-cost.
Nel 2026 si sono aggiunti otto test, incluso UVID. La rottura durante stress meccanico e grandine resta la principale causa di guasto, e c’è stato un forte aumento della delaminazione: il 45% dei produttori ha avuto almeno una bocciatura in questa categoria.
In totale 43 produttori sono classificati Top Performer; tuttavia solo 15 hanno modelli Top in almeno sette dei otto test e appena due produttori hanno moduli Top in tutti e otto i test.
Analizzando i singoli test: cicli termici, umidità e stress meccanico mostrano problemi in una quota significativa di BOM; delaminazione e rottura di vetro/telaio sono tra le principali cause. Grandine pesante degrada meno con vetro spesso. PID e LID/LETID migliorano, UVID progredisce sui moduli TOPCon e PAN migliora grazie a TOPCon. I backsheet non falliscono, ma quelli trasparenti nei moduli bifacciali tendono a ingiallire. Scelta del modulo: servono dati PQP completi e una valutazione BOM in base all’uso.